Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Digitale: l’Italia corre ma l’Europa va più veloce: siamo quindicesimi su 27 per I-Com e le competenze sono al palo | L’analisi di Andrea Biondi

Reti in crescita, competenze ferme al palo. Secondo lo studio I-Com ripreso da Il Sole 24 Ore, il target dell’80% di cittadini con competenze digitali di base slitta al 2039, mentre quello sugli specialisti Ict verrebbe centrato soltanto nel 2116.

L’Italia del digitale fa passi avanti, ma non abbastanza da tenere il ritmo dei partner europei. È la fotografia scattata dall’I-Com Ultrabroadband Index 2026, come riporta Il Sole 24 Ore in un’analisi firmata da Andrea Biondi: il punteggio del Paese sale da 50 a 55 punti, eppure nella classifica dei 27 Stati dell’Unione europea l’Italia scivola dal quattordicesimo al quindicesimo posto. Una transizione che avanza, insomma, ma senza riuscire ad agganciare chi sta davanti.

L’indice è uno dei capitoli centrali del rapporto annuale Ores, l’Osservatorio sulle reti e i servizi di nuova generazione, presentato alla Camera dei Deputati nel corso del convegno “ItalIA 2030. Infrastrutture, competenze e tecnologie per un Paese proiettato verso il futuro”, appuntamento dedicato all’innovazione e al digitale organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com).

Ventidue indicatori, due velocità

Il ranking si basa su 22 indicatori: dieci misurano l’offerta di infrastrutture di connettività, dodici la domanda di servizi e tecnologie digitali. In testa si conferma il Nord Europa, con la Danimarca prima a 71 punti, seguita dai Paesi Bassi (70) e dalla Finlandia (69).

L’Italia resta lontana dai leader, ma il dato va letto anche in chiave dinamica: cinque punti guadagnati in un anno non sono pochi, il problema è che gli altri sono cresciuti di più. E la distanza tra i due fronti è netta. Sul versante dell’offerta il Paese ottiene 67 punti e si colloca al tredicesimo posto; su quello della domanda si ferma a 45 punti, sedicesimo, pur risalendo di tre posizioni. Come sottolinea Il Sole 24 Ore, la disponibilità di reti e servizi non si traduce ancora in un utilizzo altrettanto diffuso e avanzato: competenze, digitalizzazione delle imprese e adozione di cloud, intelligenza artificiale e analisi dei dati restano i nodi su cui lavorare.

Le reti, punto di forza

Le infrastrutture rappresentano il fiore all’occhiello. La copertura 5G raggiunge il 99,8% delle famiglie contro una media europea del 96,8%, anche se il dato non distingue tra 5G “stand alone”, cioè puro, e “non stand alone”, che si appoggia su reti preesistenti. Sul fisso, la fibra Ftth – quella che arriva fino in casa – tocca il 77,6%, sopra il 74,1% dell’Ue.

La copertura complessiva delle reti ad altissima capacità (Vhcn) resta però ferma al 77,6%, quasi otto punti sotto la media europea, con un divario che si allarga nelle aree rurali. È il tassello ancora incompleto: il ritardo rispetto al 2023 è stato quasi colmato, ma la fibra deve ancora raggiungere le zone meno densamente abitate.

Imprese, l’AI raddoppia ma il divario resta

Accelerano anche le aziende. Il 68,1% utilizza servizi cloud, contro il 46,7% della media europea. In un solo anno la diffusione dell’intelligenza artificiale è raddoppiata, passando dall’8,2% al 16,4%. Una crescita robusta, che però non basta a colmare il gap con l’Europa, dove l’adozione è già al 20%.

Dietro il dato medio si nasconde inoltre una frattura profonda tra grandi aziende e Pmi: l’AI è utilizzata dal 53,1% delle prime e soltanto dal 15,7% delle seconde. Un divario di 37,4 punti, cresciuto rispetto al 2024, proprio mentre aumenta la pressione perché le tecnologie avanzate entrino nei processi produttivi.

Competenze, la rincorsa più lunga

Lo scoglio più difficile da superare resta quello delle competenze. In Italia la quota di cittadini con competenze digitali almeno di base sale al 54,3%, in crescita di 8,5 punti rispetto al 2023, riducendo il distacco dalla media Ue a 6,1 punti. Ma la proiezione I-Com indica per il 2030 un valore del 63,5%, ben 16,5 punti sotto l’obiettivo europeo: l’80% verrebbe raggiunto solo nel 2039.

Il nodo più critico, secondo quanto evidenzia Il Sole 24 Ore, riguarda gli specialisti Ict. Sono il 3,8% degli occupati, in calo rispetto al 4% del 2024 e al 4,1% del 2023, contro l’8,4% indicato dalla roadmap nazionale e il 5% della media europea. Anche la componente femminile è debole: 16,6%, sotto il 19,5% dell’Ue. Proseguendo con il trend storico, l’obiettivo sarebbe centrato soltanto nel 2116.

Fonte: Il Sole 24 Ore, articolo di Andrea Biondi.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.