Roma, città eterna e ancora la più amata tra le mete di vacanza globali, fa i conti con la ripresa post-covid, con la voglia di ricominciare dopo l’annus horribilis della pandemia affidata in gran parte al ritorno dei turisti. Hotel e ristoranti lanciano il cuore oltre l’ostacolo e dispiegano i dehors sulle strade cittadine o, come nel caso del boutique hotel FortySeven a via Petroselli, di fronte alla Bocca della Verità, modificano il menu del ristorante del roof garden, lanciano nuovi cocktail e rinnovano la carta dei vini.
L’obiettivo è uno solo: la cura del cliente, per ora in gran parte italiano. «Purtroppo i turisti stranieri ancora non arrivano» racconta all’Adnkronos l’imprenditore Luca Nicolotti, proprietario dell’hotel la cui punta di diamante è il 47 Circus Roof Garden, terrazza sui tetti di Roma. «Vedremo se sarà tolta la quarantena dagli Stati Uniti, ma per il momento» spiega «la ripresa è affidata alla sola clientela italiana, che tuttavia per la nostra struttura è insufficiente per quanto abbiamo clienti business affezionati». Ma non è l’ora di indulgere al pessimismo. «Non penso che sia produttivo piangersi addosso e quindi guardiamo al futuro e ci rimbocchiamo le maniche», dice l’imprenditore. Che per questa stagione punta quindi non solo sulla cucina raffinata dai sapori decisamente italiani del giovane chef Antonio Gentile, ma anche sui cocktail della barlady Beatrice Oliviero.
Oliviero impreziosisce i suoi drink con salvia, timo, aneto e rosmarino, tutti prodotti dell’orto urbano ospitato accanto al cocktail bar della terrazza. «Da quando abbiamo riaperto va per la maggiore il Passion sour, a base di gin London Dry, uno sciroppo fatto in casa di lampone e frutto della passione, un succo di limone spremuto fresco e dell’albume, per una consistenza più soffice. È fresco e ideale per la stagione estiva» spiega la barlady. La proposta nel caso dell’aperitivo – da gustare al tramonto di fronte a un panorama che a 180 gradi comprende la Bocca della Verità, il foro Boario, il colle Aventino – comprende anche una larga selezione di agrumi, frutti per eccellenza del Mediterraneo.
Profumi agrumati che si ritrovano anche in molti piatti dello chef Antonio Gentile che, tra le novità degli ultimi mesi ha instaurato un filo diretto con il vicinissimo Mercato Campagna Amica al Circo Massimo da cui si rifornisce ogni mattina di prodotti freschi e primizie del momento ai banchi di contadini e agricoltori della regione. Nato a Ercolano, classe ’86, Gentile ha lavorato in Italia e all’estero (a Londra un anno con Heinz Beck) ma «Roma è quasi una seconda patria» spiega lo chef «la città dove mi sono formato e in cui, negli ultimi anni, sono cresciuto professionalmente. Quando Luca Nicolotti mi ha lanciato la sfida di dare un’anima a questa terrazza, un luogo di bellezza assoluta, mi sono sentito onorato e ho accettato immediatamente».
Del resto «il 47 Circus» conclude Nicolotti «non è solo cucina. I piatti sono coprotagonisti di un grande momento di fascinazione, spettacolo e convivialità, proprio come ricorda il nome del locale, termine latino ma riconoscibile in tutte le lingue del mondo. Qui al Circus l’esperienza è sinonimo di stupore e gaiezza».








