“L’approccio del nuovo patto europeo sulle migrazioni predispone un dispositivo anacronistico, che vota al ribasso sulla tutela dei diritti umani, in particolare del diritto di asilo”.
Così Giorgia Linardi sulla Stampa sottolineando come il patto rifletta “un approccio che continua a trattare la migrazione come un’eccezione, un’emergenza, invece di riconoscerla come un fenomeno strutturale dei nostri tempi, decidendo, così, di non gestirlo, ma di spazzarlo come polvere sotto a un tappeto.
Il Patto europeo si concentra sul potenziamento delle politiche di contenimento dell’immigrazione in Nord Africa, di respingimento in mare e di rimpatrio o deportazione.
Ciò a discapito del diritto umano all’asilo, il diritto prisma, che dà accesso a tutti gli altri diritti.
La riforma del quadro normativo europeo sull’immigrazione doveva essere un’enorme opportunità, che non solo è andata sprecata, ma che getta le basi per legittimare le violazioni in corso alle frontiere esterne dell’Unione e che permetterà agli Stati membri di agire in maniera ancora più lesiva dei diritti umani.
Un’opportunità persa – scrive Linardi – che di fatto non va a riformare il già problematico regolamento di Dublino che di fatto lasciava soli i paesi di primo arrivo e che non garantisce una gestione veramente comunitaria, veramente europea.
Il nuovo patto istituisce delle riforme fondamentalmente discriminatorie, dunque contro i valori stessi dell’Unione europea.
Il Parlamento che si verrà a formare dopo le nuove elezioni sarà posto davanti alla sfida primaria di riconoscere che vi sia un problema di razzismo, alla base di una riforma che va completamente controtendenza rispetto a quello che è lo sviluppo naturale dell’Europa, che non può che essere verso una società fondata sull’inclusione.
Il patto alza il muro della fortezza Europa e così facendo si isola dal suo stesso naturale sviluppo.
Il parlamento uscente – conclude – consegna al nuovo una presa d’atto fondamentale: dobbiamo occuparci di un problema di razzismo strutturale che sta chiaramente minacciando il futuro dell’Europa stessa”.
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