«Pur di fare festa, cosa peraltro ottima, molte volte ci siamo dimenticati del festeggiato, con la F maiuscola. Ecco, mettiamola così: quest’anno abbiamo l’opportunità di riscoprire il Festeggiato. Quest’anno non dobbiamo farci rubare il Natale da nessuno». Lo afferma l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, intervistato da Gian Guido Vecchi per il Corriere della Sera. E chi potrebbe rubarlo? «Un mistico del Seicento, Angelus Silesius, diceva: “Nascesse Cristo mille volte a Betlemme ma non nel tuo cuore, saresti perso per sempre”. Guardiamo all’essenziale».
I vescovi italiani hanno detto che non c’è problema, ma ci sono cattolici che considerano l’anticipo della Messa di mezzanotte quasi fosse un sacrilegio… «Certo, va colto il desiderio di celebrare il Natale di notte, quando fuori è buio, perché è evidente il significato simbolico della luce che rischiara le tenebre. Però sono anni ormai che nelle basiliche romane e in tante parrocchie si comincia la messa intorno alle nove di sera, a San Pietro lo stesso Papa inizia da tempo alle 21.30. Non vedo nessuno scandalo. Non conta l’ora, conta che il Natale venga davvero». La Commissione europea dice di evitare le messe con «grossi assembramenti»… «L’essenziale, in questa faccenda, è il rispetto delle norme di sicurezza, con presenze limitate, come in Italia si è gia fatto nei mesi di pandemia».
In Belgio hanno deciso di vietare le celebrazioni natalizie… «Male, non si deve bloccare la vita per paura, semmai raddoppiare le attenzioni. È bene celebrare la messa con i fedeli, guai a cancellarla. Dopodiché è questione di buon senso, le regole di sicurezza devono esserci, assolutamente. Del resto com’è andato il Natale, duemila anni fa? Per quel Bambino ci fu un lockdown totale, trovò tutto sbarrato, e non è che tornò in cielo perché Natale non si poteva fare: andò in una stalla pur di mostrare quanto ci voleva bene. E intorno c’erano solo pochi pastori».
Quindi? «Per chi non riesce ad andare in chiesa, non è un dramma. C’è Internet, ci sono le televisioni. Io esorterei tutte le parrocchie, per quanto è nelle loro possibilità, a trasmettere la messa. Non si toglie nulla, si moltiplica: moltiplichiamo il Natale. Una volta rispettate le norme di sicurezza, possiamo inventarci tutto. Come fece San Francesco ottocento anni fa».
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