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Andrea Migliore (avvocato Elexia): «La casa è un patrimonio che va salvaguardato e sviluppato»

Il traguardo dell’acquisto di una casa di proprietà risulta fondamentale per la gran parte degli italiani, anche per le famiglie meno benestanti. Fra i 25,8 milioni di italiani che vivono in una casa di proprietà, infatti, ben il 68% ha un reddito sotto i 26.000 euro lordi annui e 8 su 10 hanno contratto un mutuo per acquistarla. Si tratta di un patrimonio che porta complessivamente nelle case dello stato circa 40 miliardi l’anno, sceso però di 3 da quando è stata abolita l’Imu per la prima casa.

È la fotografia scattata da un’analisi di Elexia, secondo la quale circa un quinto dei proprietari di case ha redditi inferiori a 10.000 euro lordi annui. E il 94% ha introiti annuali fino a 55.000 euro. Solo il 3% vanta proventi oltre i 75.000 euro. Circa il 42% dei proprietari di abitazioni ha come fonte principale un reddito da lavoro dipendente, in media 28.400 euro lordi. Il 40,4% ha una pensione (in media circa 20.480 euro). I lavoratori autonomi sono l’11%, con un reddito medio di 29.800 euro. Solo il 6% dei contribuenti proprietari ha i proventi da fabbricati come fonte principale di introito.

«Il valore complessivo delle abitazioni principali è stimato in circa 5.650 miliardi di euro, pari al 3.6% del prodotto interno lordo», afferma Andrea Migliore, avvocato partner di Elexia. «È un patrimonio rilevante al quale gli italiani dedicano risorse e attenzione e che va salvaguardato e sviluppato».

Un nuovo trend segnalato dalla ricerca Elexia è la crescita dei proprietari di case cittadini extracomunitari: sono circa 231.000, pari al 17% dei contribuenti stranieri, con un picco in Lombardia, dove arrivano al 24%. Fra gli extracomunitari che risiedono e lavorano regolarmente in Italia, 1 su 6 è riuscito a comprarsi una casa.

In costante crescita i mutui ipotecari per l’acquisto della casa, il cui stock ammonta a circa 406 miliardi di euro, rispetto ai 393 miliardi di dieci anni prima. Ogni anno sono circa 1 milione gli italiani che chiedono un prestito per acquistare la casa.

Le imposte che gravano sulle case in Italia sono composte per circa metà dall’Imu (seconde case e abitazioni di lusso) e il resto da Irpef, cedolare secca sugli affitti e imposte sugli acquisti (registro, ipotecarie e catastali). Le rendite catastali restano inferiori al valore di mercato ma negli anni la forbice si è ridotta perché il costo delle abitazioni in Italia è diminuito, a differenza di quanto accaduto nel resto del continente.

Le regioni in cui il patrimonio immobiliare residenziale ha il valore più elevato rispetto al Pil sono la Valle d’Aosta, con 6,3, la Liguria con 5,7 e il Trentino-Alto Adige con 5,1. Il valore inferiore è in Lombardia con 2,8, dovuto ovviamente alla forte capacità produttiva della regione. Il patrimonio immobiliare residenziale delle città maggiori, con oltre i 250.000 abitanti, rappresenta circa un quinto del valore complessivo. 

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