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Massimo Miani (presidente commercialisti): «Maggiore sofferenza al Nord Est, urgente intervenire»

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Solo ad aprile, unico mese a essere sottoposto interamente agli effetti della fase 1 del ‘lockdown’, la perdita di fatturato calcolata sulla base delle simulazioni è pari a 93 miliardi di euro (-39,1%).

A fotografare i pesanti effetti della pandemia, nel primo semestre del 2020, sono il Consiglio e la Fondazione nazionale dei commercialisti, che hanno messo sotto la lente d’ingrandimento le realtà produttive: tra le aree ad accusare maggiormente il colpo, figurano Potenza (-29,1%), Arezzo (-27,2%), Fermo (-26,3%), Chieti (-25,8%) e Prato (-25,3%) con performance peggiori del dato nazionale, mentre resistono meglio Siracusa (-13,7%), Cagliari (-13,8%), Roma (-16,1%), Genova (-16,5%) e Trieste (16,7%)”.

In generale, si legge nello studio, “a livello di macro area la maggior sofferenza si avverte nel Nord-Est (-21,3%), mentre le isole (-17,6%) fanno registrare la minor perdita in termini di variazione percentuale.

A giudizio del presidente dell’Ordine professionale, Massimo Miani, constatati i numeri negativi, “è urgente intervenire per spingere la ripresa, sia con interventi di alleggerimento della pressione finanziaria sulle imprese, a partire dal versante fiscale, sia con interventi che rafforzino il clima di sicurezza generale e quello più specifico nei settori produttivi”.

“Non ci sembra appropriato l’eventuale intervento sull’Iva, oneroso per il bilancio pubblico ma molto poco stimolante per la ripresa di consumi e investimenti, mentre molto importanti appaiono gli interventi di stimolazione produttiva come l’ecobonus al 110%, a patto però che – conclude Miani – vengano lanciati velocemente in un quadro regolatorio il più chiaro e trasparente possibile”.

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