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Massimo Gramellini: «Per Mattarella e la sua generazione non è ancora arrivato il momento di tirare i remi in barca. Altrimenti l’Italia affonda»

Massimo Gramellini si rivolge direttamente al Capo dello Stato per commentare le parole con cui ieri lo stesso Mattarella, parlando ai bambini di una scuola di Roma, ha chiuso all’ipotesi di un suo secondo mandato.

«Caro presidente, l’abbiamo sentita rivelare a una scolaresca i suoi progetti per il futuro: “Sono vecchio e tra qualche mese potrò riposarmi”. Non si illuda: la sua aspirazione, ancorché sacrosanta, è impraticabile. Non alludo qui a scenari di alta politica».

«La mia – sostiene Gramellini – è una considerazione terra terra che la riguarda in quanto rappresentante della categoria degli ottantenni. Sapesse quanti ne conosco che continuano a ripetere: “Sono stanco, sono stanca, siamo stanchi: lasciateci invecchiare in pace”. E intanto non smettono un attimo di occuparsi e preoccuparsi: per i figli, per i nipoti, per tutto» scrive nel suo “Caffè” sul Corriere della Sera,.

«Non smettono perché non possono o perché non vogliono? Al punto in cui siamo, mi sembra una questione secondaria. La nostra è una società sfasata, in cui un trentenne su due abita ancora con i genitori per svariati motivi non sempre riconducibili a lui. E dove, per definire lo stato d’animo degli ex giovani, è stata addirittura coniata una parola: “adultescenza”».

«Dev’essere successo qualcosa di enorme, Presidente, non spiegabile soltanto con le categorie dei sociologi e degli economisti. Ieri mi è capitata tra le mani una foto di mio padre a quarant’anni e sembrava molto più vecchio non solo di me, ma di Lei. Temo che per gli uomini e le donne della sua generazione, sopravvissuta persino a una pandemia, non sia ancora arrivato il momento di tirare i remi in barca, altrimenti sparisce la barca. Se ne riparlerà tra una decina d’anni. Forse».

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