D’accordo con Panebianco, Massimo Cacciari è intervenuto in un editoriale su «La Stampa», criticando la distinzione, ridicola a suo parere, tra competenza e politica.
Secondo l’ex sindaco di Venezia non è mai esistita in realtà una politica che non avesse, al suo interno, reali competenze. Come la scienza e la tecnica formano un’unità del mondo moderno, allo stesso modo politica e competenza risultano compatibili nell’organizzazione di cui il politico è espressione.
Senza competenza il progetto politico mancherà sempre di fondamento e sarà comunque irrealistico, dice Cacciari, trasformandosi in un cumulo di promesse di appelli populistici. Avere visione politica non significa sognare, ma commisurare i propri fini alla situazione concreta.
Secondo Cacciari, non esiste politica che sia mera amministrazione dell’esistente, ma esiste invece, purtroppo, politica incompetente, e questa produce i peggiori disastri. Il governo Draghi sarà quindi politico per forza – A meno che, tra i nostri eroi, politico non significhi altro che partitico -.
Secondo Cacciari, Draghi dovrà capire che se vorrà avere una maggioranza ampia, per poter anche lavorare, dovrà costituire una squadra di governo senza rappresentanti espliciti dei partiti. Ciò non renderà il governo, come spiegato prima, “non politico”, anzi. Sostanzialmente il compito a cui Draghi dovrà rispondere essenzialmente è quello di un piano di utilizzo del Recovery Fund che permetta davvero di prevedere un ritmo di crescita tale da sostenere l’aumento del debito che con esso e con le altre manovre tutte a nostro carico andiamo a contrarre. Questa è la missione fondamentale del governo Draghi.








