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Martina Tambucci, Consob: “È necessario superare le barriere interne della Ue per favorire la competizione”

“I documenti Letta e Draghi, secondo la mia interpretazione personale, evidenziano la presenza di barriere in chiave anti-competitiva che mettono in discussione il concetto stesso di mercato unico europeo, intercettando il processo di globalizzazione ritenuto inscalfibile fino a pochi anni fa”.

Così Martina Tambucci, responsabile ufficio relazioni internazionali della Consob, nel corso della sesta edizione dell’MF Growth Italia Day, l’evento del gruppo Class E. dedicato alle piccole e medie imprese e al listino a loro dedicato.

“In particolare, Draghi sostiene che le nostre imprese hanno bisogno di crescere in termini di dimensioni per competere a livello globale, ma l’accento non può essere solo la maggiore integrazione a livello europeo, in quanto sono ormai troppi anni che la Ue è aggrovigliata su sé stessa per superare le barriere interne al mercato unico”, continua Tambucci che quindi sostiene che “l’attenzione deve essere rivolta anche all’esterno”.

Dove intervengono i mercati finanziari in tutto questo?

“Le Pmi, drammaticamente, rispetto ai peer in altre giurisdizioni non sfruttano le opportunità che offrono.

I mercati come l’Egm semplificano i requisiti per gli emittenti alla ricerca dei capitali senza scalfire le tutele agli investitori, ma la ricetta non si è mostrata sufficiente al successo delle società quotate e a quello delle nuove quotazioni”, dichiara Tambucci che, quindi, evidenzia la necessità di un maggior coinvolgimento degli investitori retail in primo luogo verso l’investimento dei risparmi e in secondo luogo destinandoli verso il mercato domestico piuttosto che a quello statunitense.

“Le riforme non possono essere attese solo a livello centrale, servono politiche nazionali incisive come la legge capitali approvata a marzo”, conclude l’esperta.

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