Nella ripartenza “la partecipazione degli investitori privati potrebbe essere favorita dalla istituzione di un Fondo Sovrano italiano in grado di raccogliere capitale privato nazionale destinato al finanziamento di investimenti in infrastrutture o nel capitale delle imprese più fragili e/o più strategiche in affiancamento alle risorse pubbliche”.
“Si potrebbe pensare anche all’offerta di garanzia sui progetti a più alto rischio o ad altri strumenti che permettano di conseguire condizioni e rendimenti di mercato”.
E’ una delle proposte avanzate agli Stati Generali da Maria Bianca Farina presidente di Ania (l’associazione delle imprese assicuratrici), che ha anche invitato a “valutare se disegnare nuovi PIR dedicati a tale tipologia di investimenti e agli investitori istituzionali, ampliando alle imprese di assicurazione le agevolazioni già previste per gli investimenti di enti previdenziali e fondi pensione”.
La Farina ha ricordato come “il sistema assicurativo svolge un ruolo centrale nella raccolta del risparmio. La quota del risparmio degli italiani investita in forme di assicurazione vita è in crescita ormai da anni: nel 2019, secondo i dati recentemente pubblicati dalla Banca d’Italia, ha raggiunto il 18,2% della complessiva ricchezza finanziaria”.
“Gli investimenti degli assicuratori italiani, alla fine del 2019, erano pari a circa 950 miliardi di euro, corrispondenti al 53% del PIL. Le imprese assicuratrici hanno seguito nel corso degli anni un’asset allocation che ha visto prevalere gli investimenti in titoli a reddito fisso, in particolare quelli emessi dallo Stato, pari, nel 2019, a 335 miliardi” ha aggiunto.
In uno scenario prolungato di bassi tassi di interesse che “sta spingendo le imprese verso una maggiore diversificazione degli investimenti”.
La Farina ha ricordato come “Ania stessa si è fatta promotrice di un progetto innovativo di investimento in infrastrutture che, con il coinvolgimento di tutti gli attori chiave, intende facilitare l’intervento dell’industria assicurativa in un settore di vitale importanza per il Paese”.
Ma “un’altra area in cui occorre velocemente intervenire nel post-pandemia è quella della protezione di famiglie e imprese e della gestione e prevenzione dei rischi”.
“L’emergenza Covid ha acuito il sensibile gap di protezione assicurativa che già caratterizzava il nostro Paese, rendendolo ancora più fragile e, quindi, meno competitivo” ha sottolineato la Farina.
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