Marco Tronchetti Provera (AD Pirelli): «Aiutare il governo a realizzare il Pnrr è un compito collettivo. Nei prossimi mesi ci giochiamo i prossimi decenni»

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«Dobbiamo lavorare insieme per aiutare il governo a realizzare il piano, evidenziando i punti difficili ed evitando atteggiamenti corporativi. È una partita che devono giocare tutti, dai sindacati agli imprenditori a tutte le parti sociali fino agli enti locali per mettersi al servizio del paese. Dobbiamo chiarire chi è di aiuto e chi no. E mettere in evidenza chi ostacola con una sanzione sociale che stigmatizzi chi non partecipa, chi si pone come ostacolo per il futuro rischiando di far perdere questo appuntamento con la storia. È un compito collettivo, in cui anche i media hanno un ruolo di responsabilità». Così in un’intervista alla Stampa Marco Tronchetti Provera, Amministratore Delegato e Vicepresidente esecutivo di Pirelli parlando del Recovery Plan dell’Italia.

«Il Pnrr non è realizzabile senza un cambiamento delle procedure, dei regolamenti e di molte norme amministrative, civili e penali. Nei prossimi mesi ci giochiamo i prossimi decenni. Le scadenze temporali sono brevi. Le riforme sono necessarie e il cammino deve essere irreversibile», sottolinea.

«La transizione deve essere sostenibile. La ristrutturazione dell’economia richiede un paracadute che consenta a tutti di guardare avanti: un paracadute che si chiama anche occupazione e formazione. E questo perché assicurare la dignità del lavoro è essenziale, prosegue.

«La prevalenza dell’interesse comune è ciò che ha funzionato nel caso del ponte Morandi, facendo sì che l’opera fosse realizzata nei tempi stretti previsti. Se serve, si nomina un commissario con prerogative precise. Non devono mai prevalere gli egoismi e gli interessi di parte. A Genova ha funzionato», spiega.

L’Italia ha «una occasione storica, economica e geopolitica. Se sfruttiamo bene l’occasione del Recovery Fund, andando oltre gli interessi corporativi, possiamo conquistare un ruolo di interlocutori dei grandi recuperando credibilità. Se non lo faremo, continueremo nel declino di ruolo che ci affligge da anni. Non avremmo mai pensato di avere questa chance. E sarebbe triste se ci trovassimo ad ammettere di averla mancata», conclude.

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