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Marco Sesana (ad Generali): «Porteremo valore ai soci di Cattolica e faremo crescere il titolo»

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Con la sottoscrizione di 300 milioni, Generali diventerà azionista di Cattolica con il 24,4%. “Porteremo valore ai soci di Cattolica e faremo crescere le quotazioni del titolo in borsa”, ha commentato Marco Sesana, amministratore delegato e country manager in Italia di Generali, pronta a sottoscrivere 300 dei 500 milioni dell’aumento di capitale che Ivass ha chiesto a Cattolica per risollevare il Solvency II.
Alle critiche di chi sostiene che il rischio è di scomparire all’interno del colosso Generali, il manager risponde che l’intenzione “è invece di valorizzarne nel lungo periodo la presenza a Verona e il brand Cattolica”, che è “un elemento distintivo, con un valore molto forte”. Intanto, il countdown per l’assemblea di Cattolica, che il 31 luglio dovrà votare la trasformazione in spa dell’unica compagnia assicurativa cooperativa quotata a Piazza Affari, è iniziato.
L’operazione ha ricevuto il sostegno di associazioni di categoria, agenti e sindacati, ma nei giorni scorsi un gruppo di soci ha presentato ricorso al tribunale di Venezia nel tentativo di sospendere la delibera del 27 giugno che ha dato disco verde all’aumento, aprendo di fatto all’ingresso di Generali.
Per Sesana, dell’operazione beneficieranno tutti i soci. “Con la richiesta dell’Ivass a Cattolica di aumentare il capitale si è aperta un’opportunità unica per Generali. Siamo contenti di aver firmato noi l’operazione, che prevede l’avvio di un’importante partnership che porterà valore a tutti i soggetti coinvolti, dagli agenti ai clienti a tutti di stakeholder, con una visione di lungo periodo e una relazione che potrà crescere e svilupparsi lavorando insieme”.

Quali vantaggi porterà Generali a Cattolica?
“La nostra partnership garantisce stabilità finanziaria a Cattolica, come chiesto dal regolatore, e si basa su un progetto industriale che punta a far bene l’assicurazione, a favore dei territori e degli agenti. Il Veneto, su cui si concentra l’attività di Cattolica, è ovviamente un territorio che conosciamo molto bene e che sara’ il motore della ripresa economica. Con questa operazione offriremo ai clienti della compagnia di Verona le competenze che abbiamo sviluppato nell’innovazione tecnologica, per esempio, ma anche nel welfare o nella salute. Con un’attenzione al sociale molto forte, come abbiamo dimostrato stanziando 110 milioni per combattere il Covid e i suoi effetti in Italia.

Per gli azionisti sarebbe però stato più conveniente avviare una competizione di mercato, magari con un’opa, che avrebbe fatto salire il prezzo.
“Dalla notizia della nostra offerta, che valorizza il titolo 5,55 euro, le azioni di Cattolica hanno avuto un forte apprezzamento e l’operazione, che ha un’ottica di lungo periodo, porterà valore che farà crescere il titolo.

Vi fermerete al 24,4% o siete intenzionati a crescere, arrivando magari a una fusione di Cattolica in Generali? R.
“Parlerei di questa partnership che è già forte, ma certamente guardiamo al futuro insieme a Cattolica nel rispetto degli impegni presi. Un’operazione che, come detto, punta a creare valore per tutti, a partire dagli agenti della compagnia di Verona che vedranno la loro offerta arricchirsi. Da loro abbiamo ricevuto sostegno. Gli agenti sono e saranno il nostro core business e come abbiamo dimostrato con il mandato unico siamo in grado di valorizzarne i diversi modelli. Consideriamo anche la rete di Cattolica di grande valore, su cui investire.

Con l’assemblea del 31 luglio Cattolica dovrà abbandonare il modello cooperativo dopo oltre 120 anni. Cosa succederà in caso di voto negativo visto che la trasformazione in spa è condizione indispensabile per il vostro ingresso?
“Si tratta di un passaggio storico di cui siamo molto rispettosi, così come del territorio, degli stakeholder e della storia di Cattolica”.

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