«Auspico che si metta in campo anche un piano di politiche attive serio che permetta il turn-over e la creazione di nuovi posti di lavoro con le competenze che servono all’imprese perché non possiamo perdere il treno della ripartenza». Così si è espresso il presidente di Confindustria Piemonte, Marco Gay, riguardo il punto della situazione nelle imprese piemontesi, a ridotto della fine del blocco dei licenziamenti.
«Nessun imprenditore vede i licenziamenti come un’opportunità. Certo alcune aziende dovranno riorganizzarsi non solo per quanto riguarda i macchinari ma anche per quanto riguarda le competenze».
Il presidente di Confindustria Piemonte ha poi analizzato il contesto economico in cui le aziende piemontesi e italiane sono ripartite. «Le imprese sono ripartite e la maggioranza dichiara di avere subito perdite anche ingenti, ma recuperabili nei prossimi mesi. Tuttavia le condizioni di mercato restano incerte, soprattutto all’estero; non possiamo dare per scontato che la ripresa sia ormai decollata e possa prendere velocità in modo lineare e automatico. Al contrario, molti fattori possono bloccare o invertire il percorso della ripresa: a partire dal rischio ancora concreto di nuove ondate di contagi e di un secondo lockdown».
Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell’Unione Industriale di Torino, Giorgio Marsiaj che ha osservato: «Le imprese non vogliono licenziare, l’obiettivo degli imprenditori è creare occupazione e dire il contrario è offensivo».
Per saperne di più:

Rinnovabili, il prezzo dell'inazione: perché frenare la transizione costa all'Italia più che acceler...

Innovazione, la sfida europea è trasformare la ricerca in industria | La proposta di Maurizio Casasc...

Paolo Savona, economista: “La lezione del '29 vale per l'intelligenza artificiale. Senza regole comu...

Giovani e disuguaglianze, perché il welfare deve ripartire dalla cultura: prevenire il disagio e dar...

Logistica e innovazione, Antonio Brunacci: serve un ecosistema integrato per rendere più competitivo...






