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Marcello Sorgi (La Stampa): «La pacificazione sul Green Pass è impossibile»

Sulla Stampa, Marcello Sorgi parla di “pacificazione impossibile” nella vicenda green pass: “Malgrado i venti giorni trascorsi tra il primo annuncio del governo e la scadenza del 15 ottobre – spiega l’editorialista – il numero dei resistenti al vaccino si sta rivelando più alto del previsto: medie oscillanti tra il 10 e il 15 per cento dei lavoratori, che in alcune aree superano il 20. Con queste percentuali, potrebbe diventare difficile assicurare i normali processi produttivi o le forniture alimentari. Anche perché una parte del problema riguarda i trasporti, affidati in larga parte ad autisti stranieri di camion, i quali, o sono non vaccinati, oppure sono stati immunizzati con sieri non riconosciuti per ottenere il Green Pass. Lo stesso vale per la manodopera agricola che assicura la raccolta nei campi. Un rallentamento, o addirittura un blocco delle consegne, avrebbe conseguenze immediate sull’economia del Paese, oltre che sulla vita di tutti i giorni. Il secondo aspetto allarmante della situazione riguarda l’ordine pubblico e il nuovo caso politico che sta montando attorno alla ministra dell’Interno. Non più tardi del 21 settembre, la Lamorgese aveva avvertito del rischio di una saldatura tra No-vax ed estremismo politico. È esattamente quel che è accaduto sabato scorso a Roma con l’assalto alla Cgil. Secondo la Meloni, però questa non sarebbe stata solo una prova di incapacità, ma il segno che Lamorgese, con la sua eccessiva prudenza, intenderebbe alimentare una sorta di “strategia della tensione”, alla vigilia del voto di domenica. Al di là delle accuse dell’opposizione, tuttavia, la sensazione che il dibattito a Montecitorio ha lasciato è stata di una sostanziale inadeguatezza delle forze in campo rispetto ai rischi della giornata di sabato e alla dimensione dell’attacco dei violenti. Stretto nella tenaglia tra i timori della vigilia del Green Pass obbligatorio e il ‘caso Lamorgese’, Draghi nel colloquio con Salvini ha tentato di convincerlo a prendere le distanze da Meloni e assumere un atteggiamento più responsabile. Ricevendone in cambio l’invito – ribadito – del leader della Lega di concedere tamponi gratuiti ai non vaccinati. E un appello alla “pacificazione” per la quale Salvini, con più garbo, accredita il premier come l’unico in grado di realizzarla. Ma Draghi non può accettare nulla del genere: avrebbe il senso di una resa ai No-vax e di caricare, attraverso le tasse, il costo dei tamponi sui vaccinati, la stragrande maggioranza dei cittadini. Così il problema rimane e l’orologio corre verso ‘l’ora x’ di domani”.

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