«Nel giorno in cui i morti di pandemia scendono stabilmente sotto quota 100 e i contagi virano decisamente verso il basso, si può capire finalmente cosa intendeva Draghi parlando di “rischio calcolato”». Lo scrive Marcello Sorgi sulla Stampa.
«E quando si dovrà scrivere la storia di come l’Italia, il Paese più colpito dal Covid, s’è messo alle spalle il periodo più difficile della sua storia recente – osserva – occorrerà riflettere sullo stile di governo dell’ex-banchiere centrale giunto a Palazzo Chigi tre mesi fa. Freddo. Determinato. Imperturbabile. Del tutto impermeabile al frastuono incessante della propaganda. Ma non per questo antipolitico».
«Al contrario, Draghi ha fatto quel che ha fatto finora perché ha visto uno spazio politico, lasciato aperto dal vuoto dei partiti in crisi, e l’ha occupato senza trovare ostacoli reali. Basta concentrarsi su un dettaglio che ha segnato il pomeriggio delle decisioni».
«Dopo un incontro con i governatori, facilmente ricondotti all’unità, delle Regioni (tre delle quali, Friuli-Venezia Giulia, Molise e Sardegna approdano al bianco, il colore della normalità, e altre tre, Abruzzo, Veneto e Liguria, sono incamminate verso lo stesso obiettivo), Draghi ha messo attorno a un tavolo i membri della “cabina di regia”, l’organismo informale che riunisce i rappresentanti dei partiti della maggioranza e gli scienziati del Cts».
«C’erano tutti: i ministri Giorgetti in rappresentanza della Lega, Franceschini per il Pd, Patuanelli per i 5 Stelle, Gelmini per Forza Italia, Bonetti per Italia Viva, oltre al responsabile della Salute Speranza e ai professori Locatelli e Brusaferro. Vale la pena pubblicare l’elenco completo dei partecipanti perché sono stati loro a sottoscrivere rapidamente, senza ulteriori perdite di tempo, il piano di Draghi».
«Che rappresenta, è inutile negarlo, una mediazione, l’unico compromesso possibile tra il fronte ultra-aperturista e quello ultra-rigorista: i quali avevano, qui e là, motivazioni comprensibili, ma anche contenuti propagandistici inaccettabili in un frangente in cui l’esecutivo è chiamato a decidere sul destino dei cittadini».
«Anche per questo sono difficili da comprendere i commenti venuti da Salvini e da altri componenti del centrodestra subito dopo, mirati a ripetere che “ci voleva più coraggio” e bisognava in sostanza sbaraccare tutt’insieme la griglia delle chiusure. Perché, delle due l’una: o intendevano smentire i loro rappresentanti che avevano appena condiviso all’unanimità il progetto delle riaperture, oppure, pur riconoscendosi nell’intesa raggiunta, preferivano continuare a illudere le frange più radicali delle categorie colpite dalle conseguenze della pandemia».
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