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Manager Italia: “Bene il decreto, ma adesso puntare su sviluppo e competenza”

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Per rilanciare l’economia italiana, dopo l’emergenza sanitaria che ha colpito il Paese, vanno bene gli incentivi economici contenuti nei diversi decreti varati dal governo, ma serve anche una strategia di sviluppo e competenza. Ne e’ convinto Guido Carella, presidente di Manager Italia, l’associazione che rappresenta oltre 37mila manager di diversi settori economici del Paese, che all’Italpress ha cercato di spiegare ciò che manca ancora per un vero rilancio dell’Italia.

“Rispetto all’ultimo decreto le impressioni sono buone, nel senso che finalmente ci si sblocca un po’ di più, ma ci vogliono un pò più di azioni vere per il rilancio del Paese. Stiamo gestendo una situazione di messa in sicurezza sanitaria, la prima cosa senza la quale non si riparte, ma serve anche la messa in sicurezza economica dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese. E’ stato fatto tanto di buono, ma ci sono tempi lunghissimi. Il Paese deve ripartire dalle competenze, bisogna mettere in campo le persone che sanno fare le cose nei ruoli giusti. Bisogna smetterla che ci sia gente che fa cose non nei loro ruoli, perché si crea confusione”

In questo decreto – ha proseguito – ci sono 55 miliardi, vanno bene, ma serve di più per rilanciare il Paese: mentalmente il governo e l’Italia devono andare verso una crescita economica che ci rimetta in piedi dopo settembre, quando la cassa integrazione finirà, quando si vedrà veramente come stanno le cose. Dobbiamo essere pronti a un rilancio, altrimenti chiudiamo. Noi rappresentiamo molti dei settori più colpiti. Avrebbero dovuto coinvolgere un po’ più i manager, perché – ha sottolineato Carella – sono quelli che hanno più l’idea di come funziona tutta la filiera. Sono stati fatti sbagli perché i codici Ateco vogliono dire poco, non sono scelti con scientificità. Forse era il caso di bloccare o sbloccare molto di più sulla base dell’interconnessione vera tra tutti settori. Avremmo voluto che ci coinvolgessero di più, perché si sarebbe potuto litigare meno, ci sono stati troppi contrasti in questi due mesi”. Entrando più nell merito delle azioni messe in campo dal governo, Carella ha osservato come “ci vuole un’azione di rilancio che non si e’ vista. Il mondo del terziario e’ stato quello più colpito, perché legato agli eventi, ai musei, al turismo, ai servizi che sono bloccati da mesi e tante di queste sono professionalità necessarie per la nostra economia, fondamentali per la ripresa e per farlo in un certo modo”. 

Parlando di turismo e del bonus vacanze, ha commentato: “Va bene, ma non penso che basti. Dovremmo mettere in piedi delle operazioni che non saranno fatte solo di soldi, dobbiamo ridare la fiducia alle persone di muoversi, altrimenti tutti gli incentivi serviranno a poco se non ci si sente sicuri nello spostarsi”. Per Carella “i soldi devono essere dati con una strategia di base sotto, dobbiamo riprenderci e per farlo bisogna ricostruire l’Italia, quindi ci vuole anche un filo logico che consideri quali sono i nostri obiettivi. I soldi devono essere usati per produrre meglio, per competere meglio, per essere più produttivi, altrimenti torneremo a essere una economia non competitiva”. Un modo potrebbe essere quello di puntare molto sul green. “Da molti anni si parla di economia circolare, di auto elettriche, di turismo sostenibile. Questa crisi ha evidenziato alcune cose, serve una economia più produttiva e sostenibile. Anche fare delle filiere che reggano meglio l’impatto con l’ambiente. Non e’ sicuramente facile, ma penso che la crisi ci abbiamo mostrato che si può fare. Se investissimo molto nella sostenibilità, potremmo diventare leader a livello mondiale. Bisogna smetterla di andare ognuno per fatti suoi, i piccoli imprenditori devono fare sistema, creare delle vere e proprie filiere e partnership”

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