Accelerare lo sviluppo della tecnologia 5G e colmare il digital divide verso un’Italia più digitale.
E’ la sfida che attende il paese nell’immediato futuro perché “sul 5G si giocherà una buona parte della partita della competitività del nostro tessuto industriale ed economico, per questo, non possiamo fermarci. E’ una grande opportunità e sono sicuro che sapremo coglierla”.
Parola dell’amministratore delegato di Tim, Luigi GUBITOSI, convinto che “il digitale sarà l’asse portante della ripresa”.
Durante questa pandemia da Covid-19 “il cuore digitale del nostro paese non ha mai smesso di funzionare e ci ha permesso di affrontare uno stress test duro”, sostiene il manager.
“Le reti e il comparto digitale hanno retto e da qui bisogna ripartire”. Inoltre, a livello europeo, l’Italia è all’avanguardia sul 5G e ci sono città come Milano che “dovrebbe essere la più coperta d’Europa con oltre il 90% della popolazione che potrà usare il 5G a fine anno”.
Il paese sconta però un divario digitale sul territorio che bisogna risolvere “più in fretta possibile”, osserva GUBITOSI, durante una web conference sull’ecosistema 5G e infrastrutture tlc. Accanto a lui, virtualmente, anche il Commissario dell’Agcom, Antonio Nicita, punta il dito sul gap digitale segnalando il rischio che “una grande fascia del paese, quella che era delle aree grigie, rimanga indietro”.
Per questo, c’è bisogno di “una grande accelerazione” stimolando “la collaborazione tra gli operatori”.
Dal canto suo, il governo ribadisce l’importanza di una rete unica in fibra ottica, nella convinzione che “una presenza importante da parte del pubblico all’interno della rete sia vitale per il paese”, afferma la sottosegretaria allo Sviluppo Economico, Mirella Liuzzi, auspicando che il Dl Semplificazioni dia “finalmente impulso e velocità a quei lavori che non sono più rinviabili.
Occorre utilizzare tutti gli strumenti a disposizione ed è chiaro che gli investimenti debbano passare in chiave di rete unica”.Intanto la discussione in Europa sul Recovery Fund “ci lascia ben sperare” su “un piano per il prossimo anno con un focus sulla digitalizzazione, soprattutto della pubblica amministrazione, ma anche un investimento importante per il settore industriale che reputiamo strategico”.
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