In un colloquio con Francesco Grignetti (La Stampa), la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese rivolge un appello ai cittadini perché prendano le distanze da chi devasta le città prendendo a pretesto le manifestazioni contro il governo.
«Rivolgo un appello – dice Lamorgese – a tutti cittadini che stanno manifestando nelle piazze affinché prendano, nettamente e pubblicamente, le distanze da chi devasta le città e attacca con violenza la polizia».
Anche lei, oltre le telefonate a prefetti e questori, s’è resa conto dai resoconti e dai video che si rischia di precipitare in un gorgo di scontri e tafferugli. Si è informata sui protagonisti delle piazze violente.
Sintetizza: «Estremisti di destra e sinistra, anarchici, ultras, italiani e stranieri, spesso molto giovani, con precedenti di polizia per reati comuni».
Un mix velenoso, dove il fattore comune è l’odio per lo Stato, per le regole, per le restrizioni. Un conto, ci tiene a dire, sono le proteste legittime di chi lavora e si vede con le spalle al muro per le misure sanitarie. Altro sono le strumentalizzazioni. Il tentativo di infiltrarsi nelle contestazioni pacifiche. La voglia di innalzare il livello dello scontro.
«A Torino ci sono stati atti criminali contro beni pubblici e proprietà privata. Questo ovviamente non può avere nulla a che vedere con il dissenso delle categorie economiche». Un concetto che rimarca più volte. «Insieme alle normali e civili proteste di cittadini e lavoratori, si stanno verificando inqualificabili episodi di violenza, aggressioni alle forze di polizia e molti atti di vandalismo contro i beni pubblici e le proprietà private».
Qui si deve tirare la linea: come ribadisce a ogni intervista, ogni forma di protesta è legittima purché si rispetti la legalità. E quindi: «Le forze di polizia stanno agendo con la massima fermezza contro i violenti; ci sono stati arresti, denunce alla magistratura e condanne».
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