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Lucia Calvosa (Presidente Eni): «La formula Mattei prevede l’approccio dual flag»

Il modello del fondatore di Eni, Enrico Mattei, può essere considerato ancora oggi assolutamente moderno. Lo ha detto la presidente di Eni, Lucia Calvosa, partecipando all’evento ‘I civil servant di cui l’Italia ha bisogno’, organizzato da Luiss Business School.

Per un gruppo come Eni, ha aggiunto, “partecipato dallo stato, lo stato è sempre presente nelle strategie e nelle logiche perché è l’azionista di riferimento. La formula di Enrico Mattei, è stata particolarmente significativa nella storia d’Italia del secondo Dopoguerra ma a mio avviso è ancora un modello moderno perché in questo modello si intrecciano la capacità di innovazione, la visione prospettica ma anche il riferimento al fattore umano che abbiamo detto essere una bussola della discussione odierna cioè la sostenibilità sociale”.

“Mi piace ricordare che Mattei – ha proseguito Calvosa – si riferiva all’Agip definendola più che un’azienda di Stato, un’azienda dello Stato. Perché quando si parla di azienda di Stato si mette in evidenza l’appartenenza all’epoca di Agip, ma parlare di azienda dello Stato consentiva di sottolineare il profilo di civil servant e, quindi, di servizio a favore delle comunità che caratterizza la formula Mattei e che poi è stata trapiantata nell’attività di Eni di oggi. E’ l’approccio ‘dual flag’, cioè partnership con i paesi dove operiamo e presso i quali prestiamo il nostro servizio con la produzione e l’offerta di energia in favore delle comunità locali”.

“Da quando ho iniziato il mandato – ha osservato Calvosa – posso testimoniare di avere riscontrato i segnali di eccellenza della formula Mattei nelle donne e negli uomini di Eni. Perché ho visto spiccati il senso di coraggio e appartenenza, senso di innovazione, trasformazione e rinnovamento quotidiano. Ho colto anche l’etica consapevole di lavorare non solo per la propria azienda ma per il paese”.

In particolare, ha proseguito la presidente Eni, “in un settore come il nostro, Eni sta facendo un mutamento genetico, verso la transizione energetica equa e per tutti perché l’energia è alla base dello sviluppo di ogni paese. Si cerca di tener conto non solo della mission della decarbonizzazione e delle tematiche di sostenibilità ambientale ma anche di soddisfare la domanda sempre crescente di energia. Bisogna ricordare che in Africa subsahariana più di 600 milioni di persone non hanno ancora accesso all’elettricità. L’energia è alla base dello sviluppo di ogni paese. Ma mi piace ricordare che, al centro del modello di business di Eni, c’è attenzione per la ricerca, l’innovazione, la digitalizzazione e soprattutto la formazione nei termini di diffusione della cultura della sostenibilità. In questo senso Eni”, ha concluso Calvosa, “si è resa promotrice di numerose iniziative” ricordando Open-es.

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