Lucia Azzolina (Ex ministra Istruzione): «Per me è una ferita aver dovuto chiudere le scuole»

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«Per una persona che ama la scuola, dover dire il 4 marzo all’intero Paese che bisognava chiudere è stata una ferita che porterò dentro per sempre». Lo afferma l’ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in un’intervista rilasciata ad Annalisa Cuzzocrea di Repubblica.

È preoccupata delle varianti del Covid, che sembrano colpire soprattutto i più giovani? «Ho ascoltato gli scienziati su questo e credo sarebbe opportuno fornire agli insegnanti mascherine Ffp2. Il lavoro sulla sicurezza nelle scuole è stato fatto: distanza, igienizzanti, 40mila aule in più, 70mila docenti e Ata in più, alcune classi sdoppiate. Questo permetterà di affrontare anche le varianti».

Teme un nuovo lockdown con le scuole chiuse? «Il neoministro lo ha escluso. Come sa, io penso che le scuole debbano essere l’ultima cosa a chiudere. Ovviamente è una scelta politica. Se dovessero aumentare i contagi e il governo dovrà decidere le priorità, mi auguro che la scuola sia messa al primo posto».

La sua mancata riconferma è una bocciatura politica? «Non credo sia il momento di giudicare. Ho dato il mio contributo, non mi sono risparmiata, ho lavorato per gli studenti e per le studentesse e adesso torno in Parlamento, che sarà centrale. Ci sono le vaccinazioni da garantire agli insegnanti, c’è stato il crollo dell’occupazione femminile, 99mila posti in meno di cui si è parlato pochissimo. C’è da evitare una tragedia occupazionale che ricadrà ancor di più sulle donne. E c’è da tenere le scuole aperte. Controllerò gli atti uno a uno».

È delusa per i riconoscimenti mancati? «Quel che hai fatto da ministro non te lo deve riconoscere la politica, devono farlo i cittadini. Mi auguro però che termini la stagione della lotta politica fatta sulla pelle degli studenti, perché questo è successo. E mi auguro non ci siano più divisioni territoriali sul Covid. La diseguaglianza regionale è la prima cosa da combattere».

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