La modalità dello smart working “è ancora preziosa ma non può sostituire la presenza sul posto di lavoro perché non siamo soltanto concetti che esprimiamo attraverso uno strumento tecnologico ma siamo anche socialità, abbiamo anche dei pensieri che vengono spontanei, idee che si hanno quando si condivide lo spazio comune sia ad un pranzo, ad una riunione o in un corridoio”.
Lo ha detto il membro del board Menarini, Lucia Aleotti, parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa nei giorni scorsi a Firenze. “Questa è la mia ferma opinione soprattutto sull’intermediazione tecnologica che, ripeto, non voglio essere fraintesa, è preziosissima e fondamentale nel momento della necessità però è comunque un filtro ed i filtri allontanano le persone e le rendono un po’ più intercambiabili le une con le altre – ha aggiunto Lucia Aleotti -. Noi invece dobbiamo tenerci stretta la nostra personalità che è unica ed irripetibile. Il ritorno negli uffici e nelle aziende porta comunque a mobilità, le persone si muovono, escono, vedono la vita, danno vita, si fermano per un caffé, un pasticcino o un acquisto, quindi questo e’ molto importante, è tutto ciò che fa muovere l’economia. Non dobbiamo dimenticare che l’economia è fatta di tante piccole cose portate avanti da tutte le persone”.
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