«Dobbiamo esserne consapevoli, dobbiamo sapere che le vaccinazioni stabiliranno un nuovo ordine mondiale. Piaccia o non piaccia, questa è la realtà: meglio cercare di attrezzarci». Luca Zaia – intervistato da Marco Cremonesi sul Corriere della Sera – fa appello al governo ma anche ai cittadini: «Soprattutto quando arriveremo alle riaperture, le responsabilità diventeranno di ciascuno di noi». Perché il governatore veneto è sì favorevole a prudenti riaperture: «Ma la guerra si vince soltanto se tutti comprendiamo la posta in gioco».
Perché le vaccinazioni stabiliranno un nuovo ordine mondiale?
«In primo luogo, i primi a vaccinare saranno coloro che per primi usciranno da questa tragedia sanitaria ma anche economica. Guardi il presidente Biden: appena eletto, non ha parlato di scudi spaziali bensì ha detto che la priorità negli Usa sarebbe stata di cento milioni di vaccini nei primi cento giorni. Oggi, dobbiamo prendere atto che ci sono comunità nel mondo che saranno pronte prima di noi. In Gran Bretagna hanno già vaccinato oltre il 40% della popolazione, in Israele sono sostanzialmente tutti coperti… Noi, purtroppo, no».
Di chi è la colpa?
«Se questa è una guerra, e lo è, i vaccini sono le munizioni. Però dall’Unione europea noi abbiamo avuto solo zavorre, vincoli che ci stanno trascinando negli abissi. Da noi ci sono imprenditori che sarebbero pronti a cogliere una ripresa che già esiste».
Dove legge questa ripresa?
«Per esempio, dal costo delle materie prime che sta schizzando verso l’alto. È la miglior prova che il mondo è ripartito. E quando ho parlato di passaporto vaccinale, sono stato attaccato duramente. Oggi, sta diventando una realtà, indifferente al fatto che a qualcuno non piaccia. Però, se servirà un passaporto vaccinale, bisognerà poterne garantire il rilascio. Dobbiamo uscire dalla logica del vaccino soltanto come salvavita e guardare in prospettiva, oltre l’aspetto sanitario».
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