«Basta con il dirigismo, conosciamo meglio noi cosa serve ai territori, non siamo irresponsabili». Intervistato da Cesare Zapperi per il Corriere della Sera, il governatore del Veneto, Luca Zaia, protesta così contro le norme previste nel nuovo dpcm ‘anti covid’.
Presidente, il governo vuole lasciarvi margini di manovra solo per interventi più restrittivi. Cosa ne pensa? «Mi pare che non si voglia capire che siamo tutti sulla stessa barca. Ormai il Covid non riguarda solo le Regioni del Nord — risponde Luca Zaia, governatore del Veneto — ma tocca tutto il Paese. Giochiamo a guardie e ladri?».
Voi presidenti volete essere protagonisti delle scelte? «Nei mesi scorsi le Regioni hanno dato dimostrazione di grande senso di responsabilità. Il Veneto è stato l’avanguardia in tema di test pungidito, tamponi rapidi e in tanto altro. Sappiamo meglio noi cosa serve al nostro territorio».
Lei vuole sempre fare il «padrone» in casa sua… «Ma no, ma è anacronistico pensare a provvedimenti rigidi come i binari di un treno. Questo dirigismo è il segno manifesto di una sfiducia nelle Regioni. Spero sia un errore e che ci ripensino perché sarebbe grave se ci trovassimo ancora a questo punto».
Si accontenta di un po’ di flessibilità? «Allora, io non nego che serva una visione nazionale del problema pandemia. Però, ricordo che in tema di sanità le Regioni hanno una competenza quasi esclusiva. C’è ancora bisogno di ricordarlo?».
Il governo vi mette i paletti, ma vi lascia essere più severi se volete. Non basta? «Per rispondere uso uno slogan che può parere tautologico: meno Stato dove ci vuole meno Stato. Qualcuno crede forse che il Veneto sia meno efficiente dello Stato?».
Nei rapporti con Roma ultimamente sembrava tornato il sereno. A sentirla non sembrerebbe. «C’è una questione fondamentale di fiducia. Ma ce n’è una anche molto pratica. A Roma forse pensano che se noi prendiamo un provvedimento meno rigido di quello previsto da loro ci comportiamo come irresponsabili? Ho passato più di 140 giorni consecutivi nella “war room”, pronto a intervenire minuto per minuto. Non ho voglia di fare casino né penso di commettere un reato di lesa maestà se dico la mia. Ma così non va bene».
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