Alla chiusura delle discoteche si è giunti “sicuramente per responsabilità di alcuni gestori che hanno voluto riempire oltre misura i loro locali. Ma, va detto, anche per l’irresponsabilità di chi non indossa la mascherina e non rispetta il distanziamento. Di chi pensa che non ci sia un domani. Ma attenzione. Non si creda che chiudere risolva tutto. Nelle località di mare la gente si riversa sulle strade o nelle piazze. In certi luoghi non si riesce nemmeno a camminare. Lì il problema non esiste?”. Lo afferma il governatore veneto Luca Zaia in una intervista al Corriere della Sera.
“Mi dispiace che per pochi irresponsabili paghi un intero settore. E anche per questo che ho chiesto al governo di prevedere misure di ristoro per chi subirà danni”, aggiunge, “credo che i locali notturni siano vittime di un’immagine ingenerosa. Li si identifica come luoghi frequentati solo da chi abusa di alcol o di droghe. Non è così: c’è tanta gente per bene che vuole divertirsi e tante persone che lavorano seriamente per sbarcare il lunario”, “come ‘pr’ nel 1986 ho portato il marketing nelle discoteche. Ho conosciuto, perché lavoravano con me, tanti ragazzi che oggi fanno i manager in società multinazionali o che sono diventati professionisti affermati” e “con quel lavoro mi sono pagato l’università che ho concluso senza saltare un appello, è stata una straordinaria esperienza di vita. Di notte, tra i clienti, conosci persone che di giorno non vedi oppure persone che di notte si comportano in modo molto diverso che di giorno. Tra quelli con cui condividi le fatiche, ti imbatti in tanti ragazzi che fanno sacrifici per pagarsi gli studi o mantenere una famiglia. è a loro che penso quando vedo chi gioisce per la chiusura dei locali”.
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