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Loy (Vigilanza Inps): «Troppi 9 milioni di lavoratori in cassa integrazione. Evento senza precedenti e carico di rischi»

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 “Bisognava erogare soldi direttamente al lavoratore o all’impresa, senza guardare in faccia nessuno e poi fare i controlli successivamente”.

“Noi lo avevamo suggerito. Il sistema per quello che poteva reggere ha retto, il problema è che sono stati individuati strumenti non aderenti alla realtà”.

“Ora la preoccupazione riguarda la crisi che abbiamo davanti. Non basta prorogare il blocco dei licenziamenti. Servono strumenti che sostengano le imprese e l’economia, altrimenti avremo qualche centinaia di migliaia di disoccupati”.

Lo ha detto Guglielmo Loy, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza Inps, ai microfoni di Radio Cusano Campus.  

“Le aziende che hanno fatto domanda – ha detto riferendosi alla cig – sono oltre 1 milione e 200mila, circa il 70/75% delle imprese italiane ha richiesto questo strumento di protezione del lavoratore, cosa mai successa con questa intensità”.

“Questo vale circa 9 forse 10 milioni di lavoratori messi in cassa integrazione. L’Inps era relativamente preparato ad un uragano del genere, si è scelto di utilizzare gli strumenti che già erano a disposizione come appunto la cassa integrazione. Questo uragano ha messo in grossa difficoltà l’Inps”.

“La metà di questi lavoratori non prende soldi dall’azienda, ma deve aspettare l’assegno dell’Inps. Teniamo conto che gran parte dei dipendenti dell’Inps ha dovuto lavorare da remoto, con una rete wi-fi non sempre efficiente”.

“La situazione oggi è che le domande più recenti hanno una serie di ritardi, quelle di aprile-maggio al 95% è stato pagato almeno un mese”.

“Poi c’è l’ondata di aziende che hanno fatto richiesta più tardi. Si sono scelti strumenti ordinari in tempi di pace quando è scoppiata la guerra, forse l’errore è stato lì, bisognava fare una scelta più radicale da parte del legislatore”. 

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