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Lorenzo Bini Smaghi (ex Bce): «La recessione è inevitabile»

Il sistema bancario europeo è solido e nonostante le difficoltà economiche e gli aumenti dei costi energetici l’Occidente e l’Europa in particolare potrà assorbirle, grazie a una flessibilità e una resilienza collaudate in altre crisi.

Lo ha detto Lorenzo Bini Smaghi, presidente di Societe Generale ed ex membro del consiglio della Bce, intervenendo a un incontro del Gei, durante il quale un rischio di recessione “sarà inevitabile, con un brusco rallentamento della crescita e possibilmente un ingresso un periodo recessivo per almeno due o tre trimestri del 2023”.

“Forse avremo un inverno più duro del normale, ma non ho dubbi che l’Europa a fronte della guerra della Russia in Ucraina e delle conseguenti difficoltà dei costi energetici supererà sia quest’inverno sia – se la guerra dovesse continuare – il prossimo”, ha Bini Smagh.

Lo stesso non si può dire della Russia, che ha davanti una catastrofe economica, ha osservato Bini Smaghi: “L’economia russa collasserà e questo crea uno scenario problematico, perché se Putin dovesse cadere non sappiamo chi verrà dopo di lui “.

Davanti a una platea di banchieri e imprenditori italiani, inclusi Andrea Illy e il capo dell’Investment Banking di Unicredit a Milano Richard Burton, Bini Smaghi ha parlato dei rischi impliciti in un’inflazione in continua ascesa e degli sviluppi che scaturiranno da una politica monetaria fortemente restrittiva sia da parte della Fed che della Bce.

Sul fronte dei tassi di interesse ritiene che mantenere i tassi a zero o molto bassi con questa inflazione è un enorme incentivo a continuare a prendere a prestito e quindi alimentare l’inflazione interna.

Precisando che i tassi non dovrebbero essere più alti dell’inflazione, ma a un livello coerente per contenere gli aumenti dei prezzi.

Il suo pronostico è che a cavallo del primo semestre 2023, dopo aumenti che porteranno i tassi in Europa attorno al 2,5% e in America attorno al 3,5-4%, potrà esserci una pausa da parte della Fed e della Bce, soprattutto se si cominceranno a vedere segnali di miglioramento dell’inflazione.

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