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Elena Loewenthal (scrittrice): «Fermiamo le vaccinazioni sotto i 30 anni con AstraZeneca e Johnson&Johnson»

«Sempre sì ai vaccini, ma occorre fare chiarezza». Lo dice Elena Loewenthal sulla Stampa a proposito dei dubbi sui vaccini ai giovanissimi. «Sono vaccinista sino al midollo. Ben di più: sono indicibilmente grata alla scienza. Lo sono da sempre» scrive «perché la scienza è la testimone vivente che l’umanità procede lungo la linea del progresso malgrado una quantità quasi innumerevole di passi falsi commessi lungo la storia – non dalla scienza – da tutto il resto».

«Lo sono infinitamente di più in quest’ultimo anno e mezzo visto il miracolo dei vaccini per quanto inadeguata risulti la terminologia della fede in questo ambito. Di fiducia si tratta, piuttosto. Sono anche felice di vedere procedere così spedita e fiduciosa la campagna vaccinale nel nostro Paese, perché questo è l’unico modo che abbiamo per uscire dall’incubo del Covid – e tutti non desideriamo praticamente nulla d’altro, nulla di più, da un anno e mezzo a questa parte. Ma. Ma c’è un ma, in questi giorni. Che non è un ma da poco. Un “ma” che inquieta e preoccupa. Lo ha espresso con chiarezza e incisività l’Associazione Luca Coscioni per la libertà della scienza, invitando a “fermare le vaccinazioni sotto i 30 anni con AstraZeneca e Johnson&Johnson”».

«Così hanno raccomandato alcuni virologi,» prosegue Loewenthal «così raccomanda la Fondazione Gimbe, visto il bilanciamento di rischi fra la malattia e questo tipo di vaccini. Certo, la mia generazione di donne ha usato per anni e decenni pillole anticoncezionali che, al confronto con quelle di oggi, erano bombe ad alto rischio trombotico. Eppure, meno male che le avevamo a disposizione. Il progresso della scienza medica sta anche in questo continuo alzare la soglia del rischio che dobbiamo correre. A proposito dei vaccini ad adenovirus modificato c’è dibattito nel mondo scientifico».

«Non tutti gli scienziati la pensano nello stesso modo, come capita sempre. Ma la campagna vaccinale è un’altra cosa: sono le istituzioni, la politica. E le persone. È bello vedere come procede spedita. Le scorte ci sono, e l’assortimento pure: quanto tutto è cambiato, rispetto ad alcune settimane fa. Proprio per questo non è ammissibile che la campagna vaccinale proceda nell’indifferenza al dibattito scientifico, continuando a somministrare vaccini ad adenovirus modificati malgrado le raccomandazioni e il fattore di rischio per i giovani. Non possiamo correre rischi del genere: né per la loro salute, né prima ancora per la loro fiducia nella scienza

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