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L’Occidente trovi la via per collaborare con la Cina | Lo scenario

Il G7 a Hiroshima si è concluso con un comunicato che, tra le altre cose, condanna i comportamenti della Cina in campo industriale e nella repressione dei diritti personali, denuncia l’aggressività militare e l’ammonisce a non pensare di attaccare Taiwan. Questi avvertimenti non servono certamente a intimorire la Cina perché ripetono cose già dette dagli Usa, ma servono a tenere unito il campo occidentale che ha mostrato alcune titubanze e indecisioni nel rompere i rapporti con la Cina: dalla Francia restia a piegarsi all’egemonia americana, alla Germania con i suoi rapporti commerciali e all’Italia incerta di come uscire dall’accordo della Via della Seta, incautamente siglato due governi fa.

Ma a che serve stuzzicare la Cina quando ancora bisogna fronteggiare la Russia in Ucraina e occorre trovare soluzioni comuni per salvare il pianeta? Il solo risultato sarà quello di incitare la Cina a una reazione che sarà poi portata a scusa per motivare un’altra azione di condanna, così fino a che non si produrrà un qualche evento che metterà in moto un conflitto. Il mondo ha bisogno di collaborazione tra i paesi e non di sfide per un’egemonia che non conduce da nessuna parte.

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