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[Lo scenario] La crescita dei mercati emergenti sta rallentando 

La ripresa post-pandemica ha decelerato nella maggior parte dei Paesi emergenti nel secondo trimestre del 2022. S&P Global Ratings prevede che questo trend continuerà a causa delle pressioni inflazionistiche sui redditi reali delle famiglie e del peggioramento dello scenario esterno. S&P prevede anche ulteriori rischi di crescita al ribasso, soprattutto nell’area EM Emea, che è soggetta al rischio di interruzioni dell’approvvigionamento di materie prime e alla recessione economica in Europa occidentale.

S&P rileva una certa attenuazione dell’inflazione complessiva in diversi Paesi emergenti; tuttavia, l’inflazione core sta aumentando, indicando una possibile persistenza dell’attuale scenario dei prezzi. I prezzi delle materie prime sono in gran parte diminuiti, ma rimangono ancora su livelli elevati. Anche le pressioni sulla catena di approvvigionamento si sono in parte attenuate, ma le implicazioni della politica di zero-Covid in Cina metteranno probabilmente a rischio le catene di approvvigionamento globali nel prossimo futuro.

Gli attuali sviluppi esterni e dei prezzi stanno spingendo le banche centrali ad aumentare i tassi d’interesse e, ad eccezione di alcune economie, S&P prevede che la stretta monetaria nei Paesi emergenti continui. Le condizioni di finanziamento rimangono difficili e S&P prevede che gli EM continueranno ad affrontare un contesto difficile nel futuro più prossimo. Anche se gli spread degli EM si sono leggermente attenuati in agosto, i rendimenti hanno ripreso a salire a causa delle dichiarazioni più sfavorevoli da parte della Federal Reserve. La sua posizione restrittiva e il conseguente rafforzamento del dollaro americano continueranno a rappresentare un ostacolo per gli EM, poiché circa l’80% del loro debito societario in scadenza fino al 2023 è in dollari.

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