Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[Lo scenario] Il Governo Meloni vuole usare fondi Ue e Pnrr contro il caro bollette

Usare fondi europei e parte del Pnrr per far fronte all’emergenza delle bollette di luce e gas. A dirlo esplicitamente è il fondatore – insieme a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, Guido Crosetto, in un’intervista a Verità & Affari. «Io andrei a recuperare i circa 40 mld di euro di fondi europei 2014-2020 che l’Italia non ha usato e i 25 mld di risorse proprie del Pnrr», afferma l’esponente del partito di maggioranza. Basteranno «per gli interventi più urgenti», precisa, «per mettere un tetto a prezzi di gas ed elettricità in attesa di scelte europee».

E nel caso non si riesca a convincere tutti i Paesi europei, aggiunge Crosetto, «si può inserire un tetto anche a livello dei singoli Stati come del resto altri Paesi hanno già fatto». A parlare di un decreto da oltre 20 mld per aiutare famiglie e imprese a pagare le super bollette di luce e gas come primo atto del nuovo governo di centrodestra è anche Repubblica. Senza aspettare la legge di bilancio che entra in vigore il primo gennaio del 2023.

Il quotidiano cita Maurizio Leo, responsabile economico di FdI, secondo il quale, per evitare di fare nuovo deficit si può attingere ai «fondi strutturali 2014-2020 non spesi dall’Italia: su 45 mld sono la metà». Una ricostruzione non accurata, secondo Repubblica, visto che i fondi Ue (Fesr e Fse) non impegnati e non spesi – per i quali non sono cioè stati fatti bandi e avvisi di gara – relativi al settennio 2014-2020 sono solo 3,5 mld su quasi 50 (il 7%), dati di aprile della Ragioneria.

Inoltre, riprogrammare questi fondi non è cosa né facile né rapida, perché possono essere ancora spesi entro dicembre 2023. E perché occorre un’autorizzazione Ue e l’interlocuzione può durare anche 6-7 mesi. Si tratta poi di risorse con un vincolo territoriale e d’impiego: lavoro, sociale, formazione, infrastrutture, efficienza energetica. Non certo le bollette. L’Europa non ha mai consentito un cambio d’uso, tranne che in pandemia per mascherine, respiratori, bonus. Ma l’eccezione fu per tutti i Paesi. Ed oggi la richiesta verrebbe dalla sola Italia.

Ci sarebbero poi altri 12,3 mld ancora non spesi né impegnati del Programma complementare, ovvero fondi nazionali abbinati ai fondi strutturali europei del 2014-2020 messi nel mirino da FdI. Qui non occorre un via libera di Bruxelles, ma bisognerebbe aprire un tavolo con le Regioni del Sud a cui sono vincolati questi soldi: accetterebbero di privarsene per pagare le bollette delle imprese del Nord-Est e del Nord-Ovest? Anche in pandemia non fu semplice riprogrammare i fondi Ue. Lo stesso ministro Pd del Sud Beppe Provenzano faticò a superare le resistenze di un compagno di partito, il governatore campano Vincenzo De Luca. Usare questi fondi come coperture urgenti per le bollette al momento sembra utopia.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.