Permessi più facili sull’energia verde, dal solare alle pompe di calore. La Commissione Ue, mentre sul price cap e sul pacchetto del gas permane lo stallo, sceglie di accelerare sull’altro grande fronte energetico, quello delle rinnovabili. La nuova proposta di regolamento è attesa per mercoledì, dopo il collegio dei commissari, e fa seguito ad una delle richieste inoltrate dagli Stati membri all’esecutivo europeo al vertice dei leader dello scorso ottobre.
Il testo, come si vede nella bozza che circola in queste ore, è di cinque articoli ed ha un obiettivo, innanzitutto: accelerare sui permessi alle rinnovabili. Tema caldissimo, soprattutto in Paesi come l’Italia, dove le valutazioni ambientali hanno spesso frenato gli iter per la messa a punto delle impianti eco-friendly. Nell’articolo 1, la Commissione precisa che per “processo di rilascio delle autorizzazioni per i progetti di energia rinnovabile” si intende il processo che comprende tutte le autorizzazioni amministrative pertinenti rilasciate per la costruzione, il ri-potenziamento e il funzionamento di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, comprese pompe di calore, impianti di produzione di energia in pompe di calore, impianti di accumulo di energia co-localizzati, e attività necessarie per la loro connessione alla rete”.
I tempi dei permessi, secondo il piano, vanno ridotti drasticamente. Le autorizzazioni per l’installazione di impianti a energia solare devono arrivare “al massimo a un mese dalla richiesta” mentre per gli impianti solari con capacità non superiore ai 50 Kw si prevede che valga il tacito assenso. Per le pompe di calore i permessi, secondo la proposta di regolamento, dovrebbero arrivare entro massimo un mese mentre le connessioni alla rete elettrica, secondo l’articolo 4, sono consentite entro un mese dalla richiesta all’ente competente se non comportano un aumento della capacità dell’impianto di energia rinnovabile superiore al 15%.
La proposta, salvo rallentamenti dell’ultim’ora, dovrebbe finire sul tavolo del collegio dei commissari mercoledì proprio mentre a Sharm el-Sheikh la Cop27 il mondo riprende il filo dell’emergenza ambientale in un contesto stravolto dalla guerra in Ucraina. Ma se Bruxelles prova a dare una svolta sul campo delle rinnovabili, sul pacchetto gas, a cominciare dal tetto ai prezzi, resta lo stallo. Una riunione tecnica tra Commissione e rappresentanti degli Stati membri è servita a fare il punto della situazione in vista del Consiglio Affari Energia del 24 novembre. In ballo non c’è solo il price cap dinamico e temporaneo ma anche la riforma dell’indice Ttf e la piattaforma di acquisti di gas congiunti. Le resistenze di alcune capitali, Berlino in testa, non sembrano essersi affievolite: l’accordo a fine novembre è tutt’altro che scontato.
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