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[Lo scenario] Ecco chi sono i tre top manager più ascoltati da Ursula von der Leyen

I tre dirigenti d’industria che negli ultimi tre anni hanno avuto un accesso piuttosto ampio alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, incontrandola una dozzina di volte in videoconferenza, fanno tutti parte dell’Ert, European Round Table of Industrialists, un gruppo di pressione con sede a Bruxelles che dal 1983 lavora per promuovere la competitività in Europa.

Su tre, due hanno radici personali in località artiche, cioè in una delle zone del pianeta più toccate dal cambiamento climatico.

Tutti e tre frequentano il World Economic Forum di Davos. Il primo interlocutore ‘privilegiato’ di von der Leyen è il presidente del gruppo Volvo (costruisce camion e autobus: le auto sono state separate nel 1999 e oggi sono in mano alla cinese Geely) Carl-Henric Svanberg.

Nato nel 1952 a Porjus, un villaggio nel Norrbotten, la regione più a nord della Svezia, è stato Ceo della Ericsson, è presidente dell’Accademia Reale di Svezia delle Scienze Ingegneristiche ed è stato, nel corso della sua lunga carriera, anche presidente della British Petroleum al tempo del disastro della Deepwater Horizon, avvenuto nell’aprile 2010 nel Golfo del Messico (si era però insediato da poco più di tre mesi).

Nel poco tempo libero si rilassa su un veliero di lusso di 34 metri, il Cygnus Montanus, costruito nel 2016 in Nuova Zelanda, per il quale ha avuto qualche disputa nell’estate del 2021 con le dogane spagnole alle Baleari, ha riferito il Majorca Daily Bulletin.

Il secondo ‘habitué’ delle call con von der Leyen è il presidente del colosso tedesco dell’ingegneria Siemens, Jim Hagemann-Snabe.

Danese, di quando in quando fa spedizioni nel nord della Groenlandia (ha trascorso parte dell’infanzia nella ‘capitale’ Nuuk) e twitta sulla necessità di combattere il riscaldamento globale.

Siede nel Board of Trustees del World Economic Forum, è stato tra l’altro vicepresidente del colosso assicurativo tedesco Allianz e presidente del gigante dello shipping Moeller/Maersk.

Sotto la sua presidenza, il colosso danese ha assunto l’impegno di diventare neutrale in termini di emissioni entro il 2050, un’impresa non facile per un gigante dei trasporti marittimi.

In un Ted Talk dello scorso dicembre, che conta oltre 1,5 mln di visualizzazioni, esorta i “governi a dimostrare leadership” e a imporre “un prezzo globale sulla Co2 ora”.

Il terzo top manager che ha ‘l’orecchio’ di von der Leyen è Benoit Potier, per un ventennio alla guida operativa di Air Liquide, multinazionale francese leader nella fornitura di gas all’industria, della quale ora è presidente.

Nato a Mulhouse, in Alsazia, siede anche nel board della Siemens e ha presieduto la European Round Table of Industrialists, che in passato è stata presieduta anche da Svanberg.

Un anno fa ha annunciato che Air Liquide investirà 8 mld di euro nella filiera dell’idrogeno verde.

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