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[Lo scenario] Dalla rottamazione il Fisco attende 12 miliardi

Secondo le stime di gettito dal cosiddetto affrancamento, ossia dalla richiesta ai risparmiatori di anticipare le tasse sulle plusvalenze, con un’aliquota ridotta al 14% anziché al 26%, da fondi comuni e polizze vita il governo conta di incassare circa 436 milioni.

Una previsione di incassi prudenziale (solo dalle polizze vita si potrebbero ricavare 8,4 miliardi invece secondo le stime del settore) che, scrive Milano Finanza, si va a unire al quadro delle coperture della prima manovra targata Giorgia Meloni basato soprattutto sui risparmi, dalla rimodulazione dell’indicizzazione delle pensioni e dal contributo speciale sugli extraprofitti dovuto dagli operatori dell’energia, portato nel 2023 al 50% del reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media dei redditi 2018-21; con il limite del 25% del patrimonio netto al primo gennaio 2022.

Dall’indicizzazione potrebbero arrivare risorse per circa 2,2 miliardi, dagli extraprofitti si punta a ricavare circa 2,6 miliardi su una platea di circa 7mila imprese che svolgono vendita dei beni, produzione di energia elettrica, attività di produzione di gas metano o di estrazione di gas naturale, o che rivendono energia elettrica, gas metano e gas naturale e dai soggetti che svolgono produzione, distribuzione e commercio di prodotti petroliferi.

Nessuna stima, al contrario, per la regolarizzazione delle cripto-valute, pagando un’imposta sostitutiva del 3,5% del valore delle medesime attività detenute al termine di ogni anno o al momento del realizzo, nonché di una ulteriore somma dello 0,5% in sanzioni e interessi. «Non sono disponibili informazioni in merito all’entità, alla frequenza e ai dati identificativi dei soggetti che utilizzano cripto-attività», rileva la relazione tecnica che accompagna la norma. Sempre nel campo dell’incertezza possono arrivare a oltre 12 miliardi gli incassi di una rottamazione quater al 2027, di cui oltre 2,4 nel 2023, applicando gli abbuoni previsti dalla definizione agevolata.

La stima è fatta ipotizzando un tasso di adesione dell’1,84% contro l’1,1% della prima edizione e l’1,3 dell’ultima. Rispetto alla riscossione ordinaria, tuttavia il prossimo anno ci sarà un ammanco di 784 milioni. Altri 743 milioni sono invece attesi dalla revisione del reddito di cittadinanza. Il governo ha intenzione di abrogare la misura dal 2024. Il 2023 servirà a mettere in campo una riforma complessiva. Nel frattempo, saranno 404mila, su un totale di 1,03 milioni, i nuclei familiari interessati dal taglio a 8 mensilità delle prestazioni per gli “occupabili”.

Dai risparmi nei ministeri, con tagli al personale delle carceri, riduzione delle sedi dell’Agenzia delle entrate, chiusura della struttura Investitalia a Palazzo Chigi, voluta da Conte, sono attesi 140 milioni. Ma nel 2023 la revisione della spesa ministeriale dovrebbe arrivare, da obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza a circa 800 milioni.

Oltre 1 miliardo di euro è invece la previsione di gettito dalla rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni. L’anno prossimo lo Stato incasserà poi 50,6 miliardi di euro in più rispetto al 2022, con le entrate totali che arriveranno a toccare il 49,2% del prodotto interno lordo, in aumento rispetto al 48,9% di quest’anno, lamenta Unimpresa, che prevede 90 miliardi di nuovo debito, la differenza tra i 981 miliardi di entrate previste e i 1.071 miliardi di spesa già programmata.

Quanto alle pensioni saranno circa 74mila le prestazioni in più attivate con Quota 103 con un onere complessivo stimato in 2,1 miliardi dal 2023 al 2026. In particolare, le pensioni in più erogate con il nuovo sistema in vigore nel 2023 saranno 41.100 nel 2023 con una spesa di 571 milioni di euro, 29.200 nel 2024 per quasi 1,2 miliardi e 4.000 nel 2025 con un onere di 405 milioni. Cambia infine il bonus ipo. Nell’ultima versione della manovra si ritorna alla versione iniziale del credito d’imposta in spese in consulenza, portando il tetto a 500mila euro. Intanto è attesa a Roma la missione della Commissione Ue per seguire il Pnrr. 

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