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[Lo scenario] Acquisti comuni e nuovo indice: ecco il calmiere UE al prezzo del gas

Il calmiere al prezzo del gas allo studio della Commissione europea punta soprattutto sulla piattaforma congiunta per l’acquisto del gas. Un meccanismo che costringa i 27 ad acquisti comuni, almeno per il 15% dei loro stoccaggi, viene visto come il sistema migliore per ridurre i costi.

Se l’Unione europea si muove come un acquirente unico, è il ragionamento, può spuntare prezzi migliori dai produttori. La bozza prevede quindi l’obbligo per i paesi membri di comprare almeno una parte del gas tutti insieme, evitando accordi nazionali.

Fissato lo strumento principale, la Commissione prevede anche un meccanismo temporaneo di price cap sul Ttf (la borsa europea del gas di Amsterdam), come richiesto dall’Italia e da altri paesi. E’ uno strumento più blando di quello proposto dal governo Draghi. Si tratta di un meccanismo di garanzia, un “backstop”. Entra in funzione solo in casi di estrema volatilità del Ttf, e taglia solo i picchi eccessivi nelle quotazioni, come quelli di agosto.

Questo price cap resterà in vigore fino alla fine dell’anno, e sarà dinamico, come proposto dall’Italia. Prevederà un limite variabile della quotazione massima, ancorato probabilmente all’indice asiatico Jkm.

Il governo italiano aveva proposto un price cap più rigido, che ponesse vincoli più stretti alle variazioni del Ttf. Ma qui è scattato il no di molti paesi del Nord Europa. A parte la scontata opposizione dell’Olanda, che sulla vendita del gas fa lauti guadagni, è pesata la contrarietà della Germania.

Berlino teme che il price cap possa far fuggire il gas verso mercati più convenienti, quelli dell’Estremo Oriente. La Cina da tempo sta rastrellando tutto il Gnl sul mercato, per sostituire l’inquinante carbone. Se la Ue abbassa troppo il prezzo, il timore è che le metaniere prendano la rotta del Mar Cinese.

Da gennaio poi, secondo la Commissione dovrebbe entrare in funzione un nuovo indice europeo del gas. Questo sarebbe riferito soltanto al Gas naturale liquefatto (Gnl), quello trasportato via nave. Un metano con un prezzo più variabile rispetto a quello dei gasdotti, che è legato a infrastrutture fisse e contratti lunghi, ed è quindi più rigido.

Per il metano delle pipeline, la Ue non ritiene opportuno mettere limiti di prezzo, ma piuttosto ricontrattare le forniture con i paesi produttori, cioè Norvegia, Algeria, Azerbaijan e (in misura minore) Libia. La piattaforma unica di acquisto dell’Unione dovrebbe aiutare a spuntare prezzi più bassi.

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