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[L’intervento] L’Italia invecchia e la salute è sempre più a rischio. E il sistema delle polizze sanitarie rischia di non reggere

Intervento di Luca Morandi, ceo Aon Advisory & Solutions

Il numero di cittadini italiani con una copertura sanitaria integrativa è stimato essere tra i 17 e i 20 milioni nel 2021, in crescita di circa 4 milioni dal 2017.

In particolare, i fondi e le casse di assistenza hanno visto un’importante espansione nel numero degli iscritti, raggiungendo quota 15 milioni lo scorso anno, pari a circa il 25% della popolazione italiana.

Per quanto riguarda il mercato assicurativo, i premi del ramo malattia sono arrivati a 3,3 miliardi di euro nel 2021, con un tasso annuo medio di crescita del 4,9% dal 2017, ben superiore alla media totale del settore.

Circa il 70% dei premi è inoltre rappresentato dalle polizze collettive per imprese e fondi assicurati. I principali trend demografici in atto in Italia, in primis l’allungamento dell’aspettativa di vita e il calo della natalità, stanno avendo un forte impatto sull’invecchiamento della popolazione.

Tali dinamiche demografiche e il contesto inflattivo portano ad una crescente pressione sulla redditività delle assicurazioni malattia, che già nel 2021 avevano superato la soglia di sostenibilità.

Inoltre, considerando i trend in atto, per i prossimi anni si prevede un utilizzo sempre più massiccio da parte dei cittadini di questi strumenti di welfare sanitario.

La frequenza dei sinistri è pertanto destinata ad aumentare, insieme al costo medio delle prestazioni sanitarie.

Allo stesso tempo, la popolazione italiana è sempre più attenta alla propria salute e al benessere, complice anche la pandemia, che ha ulteriormente sensibilizzato le persone sull’importanza di preservare il proprio wellbeing.

Così nel periodo di maggiore incertezza durante la pandemia, le famiglie italiane hanno mantenuto la porzione di budget dedicata alle spese sanitarie, al punto che nel periodo 2019-2020, le spese per la salute si sono ridotte molto meno (-6%) di quelle dei consumi delle famiglie (-12%).

La spesa sanitaria in generale è quindi in progressivo aumento, con un’incidenza della spesa privata (out-of-pocket ed intermediata da fondi, casse sanitarie e polizze assicurative) in continua crescita con un tasso annuo del +3,2% negli ultimi periodi.

Per contro la spesa pubblica, ad eccezione del periodo pandemico e dei costi ad esso associati, è rimasta pressoché stabile dal 2010.

In relazione al mix di prodotti e servizi che compongono la spesa privata, si evidenzia inoltre una crescita rilevante di quella relativa alle visite mediche/specialistiche e per i servizi diagnostici/ paramedici, conseguente anche al peggioramento nel livello dei servizi sanitari nel pubblico, soprattutto in termini di tempi di attesa.

Inoltre, per i prossimi anni è previsto un ulteriore aumento della spesa sanitaria (sia pubblica che privata), dovuto anche all’inflazione.

L’attuale contesto macroeconomico, caratterizzato da elevata incertezza e da rallentamenti/blocchi della supply chain globale, sta infatti impattando in modo rilevante anche sul livello dei prezzi del comparto sanitario.

In Italia l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del +7,9% a luglio 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La crescita dei prezzi avrà così un impatto su tutti gli attori chiave dell’ecosistema Salute, in particolare a sostenere i costi maggiori saranno i “payer” (assicurazioni, fondi e casse), che si troveranno di fronte ad un incremento del costo medio dei sinistri.

Tutto ciò indica chiaramente agli operatori del settore che il mercato assicurativo del settore malattia andrà incontro ad un periodo di rialzo dei premi, per riportare in profitto il ramo e permettere ai player gli investimenti necessari per migliorare la qualità del servizio agli assicurati.

Oltre all’aumento dei tassi, e quindi dei premi che cittadini e imprese andranno a pagare, le compagnie potranno modificare franchigie e scoperti, promuovere l’utilizzo di strumenti di controllo dei costi, quali le reti di strutture convenzionate e programmi di prevenzione mirati ad anticipare maggiori costi futuri.

Si preannuncia così un periodo di hard market, come viene definito dagli operatori del settore.

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