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L’inflazione 2023 al netto dell’energia importata si attesta al 6,9% | I dati Istat

Comunicazione-Ipca-nei-7-giugno-2024

L’ISTAT comunica, per gli anni 2020-2023, gli scostamenti tra realizzazione e previsione dell’inflazione misurata dall’indice IPCA al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati, nonché la previsione dell’indicatore per gli anni 2024-2027. Il consuntivo 2023 risulta pari a 6,9%, un decimo di punto inferiore rispetto alla stima indicata lo scorso dicembre (7%). La previsione per gli anni 2024-2027 tiene conto dei cambiamenti metodologici introdotti nel 2023 e si basa sulle ipotesi tecniche di stabilizzazione del prezzo all’importazione dei beni energetici e del peso dei beni energetici nel paniere IPCA sui livelli attuali.

La previsione è stata realizzata con le informazioni disponibili alla data di ieri. L’indicatore dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici importati (IPCA-NEI) è considerato come riferimento per la contrattazione collettiva dall’Accordo quadro tra le parti sociali per la riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009.

L’indicatore IPCA-NEI non rientra tra quelli diffusi mensilmente dall’ISTAT con riferimento ai prezzi al consumo, mentre è disponibile l’indice IPCA al netto della componente energetica (IPCA-EN).

“Depurare l’indice IPCA della sola componente riferibile ai prodotti energetici importati comporta l’adozione di scelte che investono sia l’individuazione dei prodotti rilevanti per il calcolo, sia la determinazione di un peso da applicare alle variazioni dei prezzi dei beni individuati” precisa una nota.

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