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L’impatto delle tecnologie immersive varrà fino all’1% del pil nel 2029 | La ricerca del Politecnico di Milano

Le tecnologie immersive sono le nuove frontiere dell’innovazione perché possono plasmare significativamente la crescita futura e guidare investimenti strategici in vari settori dell’economia italiana, offrendo nuove opportunità nel campo dell’apprendimento e dello sviluppo di competenze digitali e portando alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Questo è il quadro che emerge dallo studio realizzato dal Politecnico di Milano, scelto da Meta per analizzare il peso economico e il valore sociale delle tecnologie immersive e l’impatto sulle persone, sulla società e sull’economia italiana.

La ricerca ha valutato l’impatto economico delle tecnologie immersive sul pil italiano nei prossimi 5 anni, tracciando un parallelismo con il percorso di adozione delle tecnologie mobili nel nostro Paese tra il 2007 e il 2019.

Secondo gli indicatori dello studio, nel 2029 l’impatto delle tecnologie immersive sull’economia italiana potrebbe essere valutato attorno ai 18,8 miliardi di euro, pari allo 0,8% del pil nello scenario più sfavorevole, e i 25,7 miliardi di dollari, pari all’1,09% del PIL nello scenario più promettente.

Lo studio prevede anche che tra il 2024 e il 2029, le tecnologie immersive contribuiranno complessivamente all’economia per circa 34,6 miliardi di euro (nello scenario più sfavorevole) e 47,2 miliardi di euro (nello scenario più promettente).

“Le tecnologie immersive stanno modificando il modo in cui le persone si connettono e le aziende crescono, creando opportunità di valore, nuovi modelli di business e un forte potenziale anche per il futuro del lavoro”, ha detto Angelo Mazzetti, Responsabile Affari Istituzionali di Meta in Italia.

“Ci troviamo di fronte a un’opportunità significativa: la tecnologia si muove rapidamente e abbiamo la possibilità di accompagnarne lo sviluppo responsabile, collaborando con aziende grandi e piccole, università e istituzioni.

L’impatto effettivo di queste tecnologie sul PIL italiano, infatti, dipenderà molto dalla capacità di sviluppare competenze, un ecosistema d’impresa dinamico e da un quadro normativo che promuova innovazione e progresso”, ha aggiunto.

Le tecnologie immersive, ha sottolineato Giuliano Noci, professore ordinario di strategy e marketing del Politecnico di Milano e direttore scientifico dello studio, “possiedono il potenziale di influenzare significativamente il comportamento umano e l’intera società, facilitando notevolmente l’interazione e la collaborazione tra gli individui”.

Realtà virtuale e aumentata, ha spiegato il docente, “stanno guadagnando crescente popolarità grazie alla loro immediata utilità, alle motivazioni che spingono alla loro adozione e alla loro facilità di impiego, rendendole accessibili a un ampio pubblico.

In Italia, l’utilizzo di queste tecnologie in settori strategici quali l’automotive e la moda dimostra il loro potenziale nel modificare i processi aziendali e nel migliorare l’esperienza degli utenti.

A lungo termine, l’effetto del metaverso sul Prodotto Interno Lordo nazionale dipenderà – ha concluso – da fattori quali lo sviluppo delle infrastrutture e una progressiva evoluzione del quadro normativo vigente”.

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