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L’Emilia-Romagna non è contendibile | L’analisi dell’Istituto Cattaneo

Le elezioni regionali di domenica e lunedì hanno ribadito “la non contendibilità dell’Emilia-Romagna, mentre l’Umbria “ha confermato invece di essere una regione contendibile e premiato la candidata del campo largo”.

Lo afferma l’analisi dell’Istituto CATTANEO sul voto che ha premiato Michele de Pascale e Stefania Proietti.

Emilia-Romagna e Umbria presentano “poche specificità” rispetto alle altre regionali del 2024.

La principale è che il campo largo “ha guadagnato qualche punto percentuale rispetto alle Europee”, perché “in entrambe le regioni era stata da tempo creata una coalizione larga intorno a candidature ampiamente condivise” e perché “in entrambe le regioni il M5S portava in dote alla coalizione una percentuale relativamente piccola di consensi”, quindi il crollo della partecipazione dei suoi elettori non ha avuto particolari effetti.

In Emilia-Romagna, nota il CATTANEO, “dopo la parentesi dell’onda salviniana (2019-2020), il centrodestra torna ai livelli del 2008-10, rimanendo stabile intorno al 40% dei consensi dal 2022.

Questa minore contendibilità ha marginalmente contribuito a deprimere la partecipazione elettorale, ferma al 46,42%”.

Sul fronte dell’Umbria, a lungo regione ‘rossa’ al pari dell’Emilia-Romagna, dopo l’exploit leghista del 2019 il voto dei giorni scorsi si mostra “in linea con il nuovo equilibrio misurato dalle politiche 2022 e dalle europee 2024.

Una contenuta variazione di quell’equilibrio ha portato alla sconfitta della presidente uscente Donatella Tesei, sostenuta dal centrodestra, a opera della sfidante Stefania Proietti, candidata per il campo largo”.

Sulle due regioni, guardando le analisi dei flussi, emerge come l’astensione degli altri partiti abbia premiato il Pd: “È abbastanza impressionante la continuità con cui in tutte le città capoluogo le nostre stime rilevino una assenza di astensionismo da parte degli elettori PD (oltre che tra chi si era già astenuto e tra i cittadini residenti all’estero) rispetto a una diversa tendenza nelle altre componenti dell’elettorato”.

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