Il dibattito al Consiglio europeo “è il risultato di un certo tipo di populismo che si sta formando nei piccoli Paesi del Nord. Il governo olandese da almeno due decenni dice ai suoi cittadini che l’Olanda paga troppo all’Unione europea e che gli italiani sono pigri. Queste idee sono diventate una forza politica in Olanda, che perciò non vuole fare compromessi. È un pericolo molto grave per il futuro dell’Ue”. Lo dice in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’ Paul De Grauwe, economista belga che insegna alla London School of Economics.
“Da tempo agli olandesi, agli austriaci e ad altri viene detto che sono virtuosi, che pagano troppo all’Unione europea e che Paesi come Italia, Spagna e Grecia non sono degni di fiducia. Ma mai nessuno parla loro dei benefici che ottengono dall’Ue” aggiunge. In realtà, “secondo una recente indagine, fra olandesi e tedeschi molti sarebbero disposti a creare strutture di solidarietà. Ma c’è bisogno di leader che dicano alla propria gente: ‘È un buon investimento’. L’unica persona che l’ha fatto finora è Angela Merkel”.
Per De Grauwe gran parte della narrativa che viene dall’Olanda, “è basata su notizie false, come quella secondo cui gli italiani lavorano di meno e vanno in pensione prima. O anche l’idea per cui l’Italia non ha voluto fare austerità: quando guardi ai dati, però, l’Italia ne ha fatta almeno quanto gli olandesi. Anzi, ha da anni un avanzo primario che supera quello olandese”.
Il Recovery Fund è uno strumento in larga misura simbolico, “soprattutto se guardi ai numeri e alle tempistiche”. Il suo impatto sull’economia “sarà minimo. Ma a volte i simboli possono essere importanti”. Spendere oggi “renderà il rapporto debito/Pil più piccolo domani”.
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