«Io sono vaccinato, vaccinato per scelta. Ma non lascerò mai un mio fratello fuori dal porto senza green pass e dunque senza stipendio», continua a ripetere da giorni Stefano Puzzer, 45 anni, da 25 operaio polivalente, manovratore di gru, il portavoce ormai simbolo del Clpt, Coordinamento lavoratori portuali Trieste, il sindacato di base che rappresenta un terzo dei 950 addetti dello scalo e ha annunciato da domani il blocco a oltranza.
Lo racconta oggi il Corriere.
Sposato, un figlio, cattolico praticante, già centrocampista delle giovanili della Triestina, per il popolo delle banchine Puzzer da sempre è solo «Ciccio» e da sei anni è il leader del movimento.
Loro si considerano «fratelli» e si aiutano l’uno con l’altro. A chi ha chiamato per inviare donazioni ha detto di no: «Mandate i soldi ai veri eroi della pandemia, medici e infermieri».
Per darsi coraggio, in questi giorni di lotta, si è inventato un motto: «W Noi».
Oggi la sua battaglia contro il green pass («È incostituzionale») l’ha portato a spostarsi dal molo 7, dove lunedì iniziò la protesta, a una sede delle Acli dove si susseguono le riunioni. Puzzer ha già ricevuto 5 mila email da tutta Italia, il gruppo Facebook con 900 amici è schizzato a 5 mila e si dovrà aprire presto un’altra pagina.
Per lo sciopero di domani tre cuochi rimasti disoccupati si sono offerti di cucinare davanti ai cancelli il cibo per i lavoratori.








