“A conti fatti le tariffe sul libero mercato sono sempre le più convenienti perché derivano da un regime di libera concorrenza. Un assunto da cancellare – scrive Franco Adriano su Italia Oggi – almeno per quanto riguarda le bollette di luce e gas, per le quali il libero mercato è apparentemente morto (proprio nel corso di un processo di liberalizzazione!). Nessuno lo rimpiange, d’altronde nessuno l’ha conosciuto. E quando lo si è scorto, era un miraggio. Il mercato tutelato dell’energia, pur sottoposto ai capricci della politica (vedi Iva, scudo Draghi, oneri vari e Rai) è più conveniente di quello libero.
Ad affermarlo è stato, pochi giorni fa, Stefano Besseghini, presidente dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), durante un’audizione alla Camera. L’ha ammesso presagendo la mossa più logica che compiranno gli utenti più informati, fra quelli finiti nella trappola del mercato libero: entro il 30 giugno torneranno nel mercato tutelato dell’energia per poter beneficiare delle nuove vantaggiose tariffe del servizio a tutele graduali. Il punto è che pochi sono informati.
Resta il passaparola, ma non basta. Hanno contribuito al complesso e paradossale gioco dell’oca, che – sottolinea Adriano – ha riportato tutti alla base di partenza, non soltanto la misteriosa macchinazione politica targata Italia-Ue in onore del totem della concorrenza, ma anche le conseguenti mosse dei sette vincitori delle aste per le tutele graduali nelle 26 aree territoriali in cui è suddivisa l’Italia.
Per aggiudicarsi una fetta della torta hanno offerto tariffe più basse di quelle della maggior tutela e in taluni casi più che dimezzate rispetto a quelle che stavano facendo pagare ai loro clienti nel mercato libero. Ora, almeno per l’energia elettrica (per il gas non si può più) e per chi finora non ha abboccato al mercato libero, se avrà la capacità e la forza per resistere alle pressioni importune dei call center fino al 30 giugno, a partire dal 1° luglio la sua fornitura passerà automaticamente al servizio a tutele graduali con tariffe che rimarranno valide almeno fino al 31 marzo 2027. Poi – conclude – si vedrà se nel frattempo il mercato tornerà libero”.
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