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Le Regioni lanciano l’allarme: “Ci saranno tagli alla sanità per 1,2 miliardi” | Lo scenario

Un grido di allarme unanime, al di là dell’appartenenza politica, perché “a rischio ci sono i nostri ospedali”.

La commissione salute della Conferenza delle Regioni ha chiesto un incontro urgente al ministro della Salute Schillaci “contro il taglio di 1,2 miliardi di fondi del Pnrr relativi prevalentemente a opere per la sicurezza sismica o in generale per la sicurezza delle nostre strutture ospedaliere”.

Un taglio definito “inaccettabile”.

“Molti di questi interventi sono cantieri in corso – ha spiegato Raffaele Donini, coordinatore della commissione sanità della Conferenza delle Regioni – o hanno già gare assegnate, quindi obbligazioni giuridicamente vincolanti, e non sono sostituibili con i fondi dell’articolo 20″, ovvero il fondo di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico nato nel 1988.

Gli assessori regionali lamentano che “l’uso in maniera impropria, dal punto di vista tecnico-giuridico, di risorse già programmate dalle Regioni per l’edilizia ospedaliera è una cosa inaccettabile.

Chiediamo all’unanimità che il ministro ci riceva e ci aiuti.

È surreale che dal Pnrr, che nasce dalla pandemia, salta fuori che vengono tolti soldi dalla sanità”.

La Commissione chiede il ritiro del comma 13 del dl 19 e che le Regioni vengano coinvolte: “Siamo persone responsabili e assolutamente disponibili a discutere, questa è una non soluzione: tutte le Regioni l’hanno considerata inemendabile”.

Il rischio è che cantieri di strutture ospedaliere per l’antisismica, “in un Paese sismico”, possano fermarsi da un momento all’altro: “Potremmo avere delle vertenze per fatture che riceviamo e che non potremmo pagare – ribadisce Donini – Il governo non ci ha nemmeno chiamato, non siamo stati minimamente coinvolti, noi siamo parte lesa.

Anziché dire alle Regioni ‘tanto avete dei fondi liberi’, si accertino che non siano già programmati.

Ci sono Regioni che dovranno tagliare ospedali”.

Gli assessori regionali chiedono che vengano reperite risorse dello Stato, non della sanità, “questo è un taglio tecnicamente lineare.

Non possiamo fermare i cantieri.

Abbiamo quindi scritto una lettera al ministro per essere convocati urgentemente dal ministro”.

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