L’inflazione alta, il caro energia e la guerra ma per le banche italiane, dopo un 2022 brillante, anche il 2023 si prospetta in maniera positiva. L’aumento dei tassi Bce fa salire infatti la redditività di istituti come quelli del nostro paese incentrati sull’attività tradizionale di depositi e prestiti e le inevitabili sofferenze saranno comunque ben al di sotto del picco visto durante la crisi. All’Assiom Forex a Milano il clima che si respira fra banchieri e operatori della finanza, nei discorsi ufficiali e in quelli informali, è di moderato ottimismo sia per l’andamento operativo e di bilancio, sia per gli esami Srep Bce e quelli, più avanti, degli stress test dell’Eba.
Il presidente dell’Abi Antonio Patuelli dà una visione equilibrata e prudente: “Mi aspetto nel 2023 un anno molto impegnativo dove ci possono essere delle luci e delle ombre. Le luci sono quelle che appaiono più facilmente e si vedono subito: ovvero gli aumenti della redditività”, rileva Patuelli. Le “ombre sono l’aumento dei rischi di crescita del deterioramento del credito e anche la riduzione degli indici patrimoniali dovuta alla crescita dei tassi di interesse e la minusvalenza”.
Fra gli stand e i tavoli del congresso i capi azienda e manager, magari a microfoni spenti, ricalcano con più forza i dati positivi. In primis appunto la fine dei tassi zero che spinge i ricavi e poi la capacità di resistenza delle aziende italiane, specie su fronte dell’export. Certo le famiglie, come riconosce anche il governatore Visco, sono colpite dal caro energia e dall’alta inflazione. Qualche segnale di difficoltà, si rileva fra gli esperti del comparto, emerge sul fronte dei mutui dove la crescita dei tassi ha fatto lievitare la rata e sta scoraggiando i nuclei a basso reddito ad andare in banca a chiedere il finanziamento.
La stessa Bce ha riconosciuto come la salita dei tassi ha anche come obiettivo quello di limitare la crescita dei prestiti che infatti sta rallentando. Nei prossimi mesi sarà così decisiva, come spiega il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros Pietro, la “qualità di analisi e valutazione dei rischi”. Una capacità che non tutti gli istituti possiedono. Il governatore riconosce che potrebbero aumentare le banche che registreranno perdite e sui cui si poserà l’occhio della vigilanza.
La pattuglia di quelle in salute comunque è la maggioritaria. Ancora Intesa Sanpaolo, che ha messo a segno un 2022 un utile netto di 4,4 miliardi vedrà spiega Gros Pietro un 2023 “positivo”. Ottimismo anche dal dg di Iccrea Mauro Pastore, per cui l’anno in corso vedra’ un miglioramento dei risultati, una crescita dei prestiti e un add on patrimoniale che permette di guardare con serenità agli stress test. Stessa linea dal ‘padrone di casa’, l’ad di Banco Bm Giusepe Castagna (la banca ha sostenuto l’organizzazione del congresso) per cui ci sara’ un 2023 positivo e in deciso utile.








