Sulla Stampa la direttrice centrale dell’Istat Laura Linda Sabbadini commenta la sentenza della Consulta, che consentirà ai figli di ricevere i cognomi di entrambi i genitori. Una notizia bellissima, afferma Sabbadini.
Sono felice dopo aver lottato tanti anni. Dal giorno successivo al deposito della storica sentenza della Corte Costituzionale non sarà attribuito più automaticamente il cognome del padre al bimbo o alla bimba appena nati, ma quello di tutti e due i genitori. Salvo che loro stessi non si accordino in altro modo e cioè scegliendo il nome della madre o quello del padre.
È una grande sconfitta del patriarcato! Una grande vittoria delle donne! E dei bambini e delle bambine! Una grande vittoria di tutti coloro che hanno sostenuto questa battaglia. Compreso il quotidiano che state leggendo, che dal 2016 mi ha permesso di scriverne e ha fatto propria questa battaglia.
Giustizia è fatta. Mi sono commossa ieri, quando Rosanna Oliva, presidente della Rete nazionale di parità mi ha chiamato per dirmelo, appena saputa la notizia, abbiamo gioito insieme. Ed è stato bellissimo telefonarsi, scambiarsi messaggi, commenti. Una vera festa. Che ci insegna che non dobbiamo mollare mai sui diritti. Che la democrazia ha gli strumenti per correggere le ingiustizie.
Certo ci sono voluti anni e anni, anche per negligenza del Parlamento. Nel 2016 la Corte Costituzionale aveva accettato il ricorso di una coppia a cui era stata negata la possibilità di aggiungere il cognome materno a quello paterno e aveva sollecitato il Parlamento a legiferare sugli altri casi. Niente. Grande vulnus questo del Parlamento che non è riuscito a legiferare in anni.
Ora il Parlamento deve dettare la disciplina di dettaglio. E deve fare in fretta. Le parlamentari che ci tengono, e ci sono, si attivino subito. Le resistenze patriarcali sono crollate. La libertà femminile avanza comunque. Andremo avanti con la nostra creatività e determinazione. Nessuno può fermarci.








