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[L’anticipazione] Luca Zaia (Governatore Veneto): «Troppi contagi e ricoveri. Ci siamo proposti come zona Arancione». Un italiano su due risiede in zona a rischio

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“Abbiamo chiuso il bollettino delle ultime 24 ore con un numero di ricoverati pari ai livelli di marzo e 46 morti”.

“Ci siamo proposti come zona arancione”.

Lo annuncia il presidente del Veneto Luca Zaia a L’Aria che Tira su La7.

“Le piazze sono piene di persone e questo non va bene”.

“Per capire a dimensione della situazione in centro a Verona il sindacato ha dovuto mettere il senso unici per le passeggiate”.

Intanto le misure più restrittive colpiscono oltre 1 italiano su 2 (56%) che risiede in zone a massimo ed elevato rischio dove si registrano gli indici peggiori per quanto riguarda l’andamento dei contagi.

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sull’impatto delle nuova mappa della pandemia. Nelle regioni rosse – sottolinea la Coldiretti – sono state messe in “lockdown” 16,9 milioni di persone alle quali se ne aggiungono 16,8 che vivono nelle aree arancioni per un totale di 33,7 milioni di persone sottoposte a restrizioni su spostamenti, orari e attività commerciali e produttive.

La mappa delle zone rosse – continua la Coldiretti – vede la Lombardia che con 10,1 milioni di abitanti, il Piemonte con 4,3 milioni, la Calabria con1,9 milioni, la provincia di Bolzano con mezzo milione e la Valle d’Aosta con 125mila.

Aree alle quali adesso si aggiungono la Sicilia con 4,9 milioni di abitanti, la Puglia con 4 milioni, la Toscana con 3,7 milioni, la Liguria con 1,5 milioni, l’Abruzzo con 1,3 milioni, l’Umbria con 900mila abitanti e la Basilicata con mezzo milione.

La nuova maxi area nazionale rossa e arancione blocca di fatto – specifica la Coldiretti – 234mila bar, ristoranti, pizzerie e gli agriturismi con una perdita di fatturato mensile di almeno 4,6 miliardi ed un drammatico effetto a valanga sull’intera filiera per il mancato acquisto di alimenti e vino.

La serrata imposta dalle misure anti contagio sin estende a regioni dove molto diffuso è il consumo alimentare fuori casa e colpisce complessivamente quasi 2 locali su 3 (65%) di quelli esistenti in Italia compresi – evidenzia la Coldiretti – oltre 16mila agriturismi.

Nelle regioni dove si registrano scenari di elevata o massima gravità – sottolinea la Coldiretti – sono sospese tutte le attività di ristorazione e, quindi, anche la somministrazione di pasti e bevande da parte degli agriturismi.

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