Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[L’analisi] Tassare i ricchi. La strategia della Bce contro l’inflazione 

Tassare di più i ricchi e le società più redditizie per sostenere chi è stato colpito dallo shock delle materie prime, senza pesare su deficit e inflazione. Lo ha sottolineato ieri Philip Lane, capoeconomista e membro del comitato esecutivo Bce, evidenziando che si tratta di un’esigenza non solo di equità, ma anche macroeconomica. «I governi dovrebbero sostenere il reddito e i consumi delle famiglie e delle imprese che stanno soffrendo di più», ha rilevato in un’intervista a Der Standard.

«La questione principale è se parte di questo sostegno debba essere finanziato da aumenti delle tasse», in particolare «sui redditi più alti o sulle imprese molto redditizie nonostante lo shock energetico». Secondo Lane «se si sostiene chi ne ha bisogno attraverso un aumento delle tasse, l’effetto sull’inflazione è minore rispetto all’incremento del deficit». La Bce, scrive Milano Finanza, teme che le politiche di sostegno dei governi possano rendere più difficile il calo dell’inflazione. La presidente Christine Lagarde ha sottolineato nell’ultimo intervento al Parlamento Ue che le misure fiscali «possono aiutare o danneggiare» la lotta al carovita.

Gli interventi, secondo Lagarde, dovrebbero essere «mirati e temporanei» per non andare contro gli obiettivi della politica monetaria, ma questo tipo di azioni ha riguardato solo il 10-20% delle misure adottate negli ultimi mesi dai governi. Lo stesso messaggio è arrivato ieri dal vicepresidente Bce Luis De Guindos, che al convegno Barclays-Cepr ha parlato di possibile «conflitto» tra politica monetaria e fiscale. Lo scenario è cambiato rispetto alla pandemia: ora le banche centrali devono combattere l’alta inflazione e gli Stati hanno minori margini a causa del maggiore indebitamento.

Il governo inglese ha appena annunciato tagli fiscali anche per i più ricchi. Sui mercati invece è tornato il faro sull’Italia dopo la vittoria di Fratelli d’Italia alle elezioni. Lo spread Btp-Bund ieri è salito di 11 punti base a quota 251. «Nel breve periodo non sarà possibile evitare un aumento del deficit, ma deve esserci un chiaro limite temporale», ha detto Lane. «Questo è importante per la politica monetaria». Per quest’anno la Bce, comunque, non si aspetta nuovi disavanzi importanti.

«Si tratta più che altro di un problema per il prossimo anno, occorre assicurarsi che il deficit continui a migliorare piuttosto che rimanere bloccato al livello attuale. Questo non significa andare verso l’austerità, ma solo allontanarsi dalla politica espansiva», ha precisato il capoeconomista di Francoforte. L’aumento dei prezzi di gas e petrolio è all’origine dei problemi per l’economia europea. Secondo i dati Bce, le importazioni nette di energia nell’Eurozona sono arrivate al 5% del pil, contro l’1% del passato.

«Dovremo sostenere questo onere in modo collettivo», ha detto Lane che ha mandato un messaggio a imprese e sindacati: «Per tornare a una inflazione più bassa dobbiamo accettare che la redditività delle aziende calerà per un po’ e che i salari non recupereranno pienamente l’inflazione». In una fase di frenata economica, ha aggiunto, le imprese potrebbero perdere quote di mercato se alzeranno i prezzi in modo eccessivo, mentre i lavoratori rischiano più licenziamenti con salari troppo alti. 

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.