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[L’analisi] Le Monde: «La battaglia dei partiti italiani su Draghi è un problema per tutta l’Europa»

“Mario Draghi sembra essere favorito a diventare il prossimo presidente della Repubblica in Italia. Ma è ragionevole mettere fine alla sua esperienza di governo dal momento che si è dimostrato all’altezza del gioco?”.

E’ quanto si chiede il quotidiano francese Le Monde in un editoriale dedicato alla corsa per il Quirinale.

“A Roma si avvicina la fine del mandato di Sergio Mattarella e i traslocatori sono già al lavoro”. Sarà Mario Draghi il suo successore? Si chiede il giornale. “Entrato in carica nel febbraio 2021, dopo una nuova crisi di governo risultata fatale al governo di Giuseppe Conte, l’attuale presidente del Consiglio ha tutte le carte in regola per aspirarvi”, si legge.

Draghi, prosegue il giornale, si è soprattutto “dimostrato all’altezza dell’attuazione del piano europeo per la ripresa” e, grazie a lui, “l’Italia ha ritrovato un posto di rilievo negli equilibri di potere a Bruxelles”. Grazie inoltre ai fondi europei, il premier italiano “sembra riuscire a rimettere sui binari le famose riforme strutturali che l’Italia tenta di condurre da un quarto di secolo”. Il tutto “conservando un livello di popolarità di primo piano”.  

“E’ ragionevole, quindi – prosegue il giornale – porre fine a questo esperimento di governo rischiando di indire elezioni anticipate, tenuto conto che la pandemia non è finita e le tensioni in Ucraina stanno facendo temere un nuovo periodo di turbolenza in Europa? Nulla è meno sicuro”.

Le Monde cita le preoccupazioni di alcuni partiti per i quali “la soluzione ideale sarebbe che Mario Draghi rimanesse in carica fino alla fine della legislatura, all’inizio del 2023, o anche oltre”.

“Il presidente del Consiglio – si chiede Le Monde – dovrebbe ascoltare le preoccupazioni dei suoi sostenitori e sacrificare le sue ambizioni personali sull’altare degli interessi superiori dell’Italia? Per il momento, Mario Draghi non sembra orientato in questa direzione”, osserva il quotidiano francese.

“Diversi fattori spiegano il suo calcolo – spiega. – il Paese entrerà in campagna elettorale tra pochi mesi, e tutti sanno che un periodo del genere è solitamente fatale ai governi di unità nazionale. Inoltre, il presidente del consiglio è troppo esperto di politica per ignorare che è quasi impossibile attuare riforme in un tale contesto. Se Mario Draghi dovesse inciampare nella sua aspirazione presidenziale, non vi è alcuna garanzia che possa continuare ad avere libertà d’azione per governare. E anche se oggi è al culmine della sua potenza, non ignora che potrebbe, tra qualche mese, qualche settimana o qualche giorno, essere messo da parte dai partiti che non avranno più bisogno di lui”.

E secondo Le Monde, è proprio questo “il pericolo maggiore”. “Al Quirinale o a Palazzo Chigi, l’Italia e l’Europa hanno bisogno di Mario Draghi. Quindi la battaglia silenziosa che si sta svolgendo dietro le quinte a Roma è altrettanto importante per il futuro dell’Europa”.

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