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[L’analisi] La Meloni: «Il Pnrr è in ritardo e daranno la colpa a noi». La replica di Draghi

“Ereditiamo una situazione difficile: i ritardi del Pnrr sono evidenti e difficili da recuperare e siamo consapevoli che sara’ una mancanza che non dipende da noi ma che a noi verra’ attribuita anche da chi l’ha determinata”. Cosi’ la presidente Fdi, Giorgia Meloni, secondo quanto riferiscono fonti del suo partito, nel corso dell’esecutivo nazionale.  

“Ci troviamo di fronte alla fase – continuano le stesse fonti riportando l’intervento di Meloni – forse piu’ difficile della storia della Repubblica italiana: siamo nel mezzo di un conflitto, i cui contorni sembrano irrigidirsi ancora di piu’; restano incognite sul tema della pandemia; viviamo una crisi economica e energetica che sembra destinata a provocare   un effetto domino sui prezzi delle materie prime e dei prodotti alimentari. Siamo esposti sul fronte dell’approvvigionamento energetico e in Europa è in atto un confronto senza sconti. Siamo in contatto con il Governo uscente per favorire una transizione ordinata. Abbiamo margini di tempo stringenti ma noi siamo pronti. E abbiamo le   competenze e le capacita’”.    

Ritmo serrato per ottenere i fondi europei

Fino a oggi, Roma ha ricevuto dall’Ue quasi 46 miliardi di  euro per sostenere le misure del Pnrr: i primi 24,9 miliardi di  euro sono stati erogati ad agosto 2021 in forma di  prefinanziamento, mentre la prima rata da 21 miliardi di euro e’  arrivata ad aprile.    

– Con la seconda tranche in arrivo nelle casse per novembre,  ora per la terza rata – che vale 19 miliardi di euro – il  governo e’ chiamato a raggiungere 55 obiettivi entro il 31  dicembre 2022.    

– Per accelerare l’esecuzione in agosto il governo aveva  dettato precise Linee guida, in 70 pagine suddivise tra le  attivita’  di competenza dei soggetti attuatori e quelle in capo  alle amministrazionizi.    

– Dal controllo delle regolarità amministrativo-contabili  delle procedure e spese, all’adozione di misure di prevenzione e  contrasto delle irregolarita’ gravi quali frode, conflitto di  interessi, doppio finanziamento nonche’ di verifica dei dati  previsti dalla normativa antiriciclaggio.    

– Le amministrazioni sono chiamate a trasmettere una  rendicontazione periodica delle spese inerenti le misure  (riforme e investimenti) di propria competenza; una  rendicontazione semestrale di avanzamento ‘milestone & target’  associata alle misure.    

– Per garantire il corretto utilizzo dei fondi Pnrr, inoltre,  sono richiesti dei controlli ordinari, ma anche verifiche  aggiuntive, al fine di verificare la regolarita’  delle spese e  l’adozione di misure di prevenzione e contrasto di irregolarita’  gravi quali frode, conflitto di interessi, doppio  finanziamento, nonche’  verifiche dei dati previsti dalla  normativa antiriciclaggio (“titolare effettivo”).    

– Tutta l’attivita’ di rendicontazione e controllo va quindi  inserita in report ad hoc periodici. Il corretto ed effettivo  avanzamento dei target deve, inoltre, essere assicurato  attraverso controlli sulle procedure e gli atti rendicontati, i  cui esiti devono essere poi tracciati in una apposita check  list.    

– In aggiunta, e’  richiesta una ‘Dichiarazione di gestione’ semestrale attestante, fra l’altro, il corretto  avanzamento  fisico e finanziario degli investimenti e delle riforme 

Draghi nega i ritardi

“Non ci sono ritardi nell’attuazione del Pnrr”: lo ha  detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, nel corso del suo  intervento introduttivo alla cabina di regia sul Pnrr riunita a palazzo  Chigi. Draghi si e’ inoltre detto “certo” che il prossimo Governo  lavorera’ all’attuazione del Piano “con la stessa forza ed efficacia”.    Nel primo semestre del 2022, ha osservato Draghi, “l’Italia ha raggiunto  ancora una volta tutti gli obiettivi del Pnrr, come ha accertato la  Commissione europea la scorsa settimana. L’Italia potra’ ricevere altri 21  miliardi di euro, dopo i 45,9 miliardi ricevuti negli scorsi mesi. Non ci  sono ritardi nell’attuazione del Pnrr: se ce ne fossero, la Commissione  non verserebbe i soldi”.    

Per quanto riguarda il secondo semestre, “l’attuazione procede piu’  velocemente dei nostri cronoprogrammi originari. Le elezioni e l’imminente  cambio di governo hanno richiesto uno sforzo supplementare,  per fare in modo che il nuovo esecutivo, qualunque esso sia, possa  ripartire da una posizione il piu’ avanzata possibile. Ad oggi, sono gia’  stati conseguiti 21 dei 55 obiettivi e traguardi previsti per la fine  dell’anno, e ci aspettiamo di raggiungerne 29 entro la fine del mese”.    

“Spetta ovviamente al prossimo governo continuare il lavoro di  attuazione” del Pnrr, ha precisato, “e sono certo che sara’ svolto con la  stessa forza ed efficacia”.    Il Pnrr, ha ribadito Draghi, “e’ un’occasione unica per il rilancio  dell’Italia, per il superamento delle diseguaglianze territoriali, di  genere e generazionali che gravano sul Paese. La sua piena attuazione e’  fondamentale per la nostra credibilita’, verso i cittadini e i partner  internazionali. Dobbiamo mantenere gli impegni presi e, per farlo, c’e’  bisogno del sostegno di tutti”.    

Draghi ha poi ringraziato “gli enti territoriali – i Comuni e le Regioni  – per il lavoro che svolgono quotidianamente accanto all’amministrazione  centrale. Grazie al vostro lavoro, oggi possiamo dirci pienamente  soddisfatti dei risultati raggiunti”.    

“La sfida per i prossimi mesi”, ha aggiunto Draghi, e’ rappresentanta  dal “piano RePowerEU, destinato ad assicurare l’autonomia  energetica dalla Russia con l’inserimento di un nuovo capitolo nei Pnrr  nazionali”. 

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