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[L’analisi] Ecco tutti i rischi che corrono le banche, finite nelle sabbie mobili tra guerra e post pandemia

Anche il settore bancario è in forte difficoltà a causa della guerra russo-ucraina. Ne ha parlato il capo della vigilanza bancaria della Bce, Andrea Enria, durante il suo intervento al comitato esecutivo dell’Abi. I benefici derivanti dal previsto rialzo dei tassi non compensano gli effetti negativi determinati dalla guerra. Il conflitto ha confermato e rafforzato le priorità di vigilanza della Bce per il 2022-2024. Priorità assoluta è il completamento dell’unione bancario.

Ai principali banchieri italiani, Enria ha spiegato che gli sviluppi macroeconomici del conflitto in Ucraina «minano la dinamica positiva del settore bancario osservata fino al 1° trimestre 2022. Le banche hanno mostrato una «buona capacità di tenuta durante la pandemia e alla vigilia dello shock politico», ma «gli investitori sono portati a rivedere al ribasso le proprie valutazioni delle banche dell’Ue», considerato il prolungarsi del conflitto e il peggioramento delle prospettive macroeconomiche e il fatto che «energia e materie prime sono fattori determinanti dell’inflazione e frenano l’attività in diversi settori».

Una crisi trasversale

Ci sono poi le interruzioni nella catena di approvvigionamento, il deterioramento della fiducia dei mercati, la diminuzione del reddito disponibile delle famiglie (a causa di disoccupazione e inflazione). Il responsabile della vigilanza della Bce ha quindi precisato che i settori vulnerabili al Covid, tra cui quello immobiliare sia residenziale che non residenziale, restano sotto osservazione. Mentre i nuovi settori vulnerabili legati al conflitto in Ucraina sono quelli legati alla negoziazione di materie prime e dei servizi energetici e i settori ad alto consumo di energia e materie prime.    

«L’uscita da un contesto di bassi tassi di interesse, nel complesso favorevole per le banche, è offuscata dalle previsioni di un rallentamento economico», ha continuato il capo della vigilanza di Francoforte precisando che «con il prolungarsi del conflitto» prosegue «il peggioramento delle previsioni macroeconomiche sembra prevalere sulla prospettiva benefica di un rialzo graduale dei tassi».

Il ruolo delle autorità europee

In questo contesto di incertezza, legato alle conseguenze della guerra, «l’avanzamento del processo di completamento dell’unione bancaria rappresenta la priorità assoluta». Nell’ambito della revisione del quadro di gestione delle crisi per gli istituti di credito di media dimensione, Enria ha spiegato che bisogna «ampliare il novero delle banche ammesse al processo di risoluzione; armonizzare il sistema di liquidazione amministrativa», mentre serve la «piena accessibilità ai fondi disponibili per la gestione dell’uscita dal mercato delle banche». Il capo della vigilanza dell’Eurotower ha inoltre spiegato che servono «più poteri alle autorità europee invece di norme rigide sull’equilibrio tra autorità di vigilanza del paese d’origine e del paese ospitante».

«Le autorità europee potrebbero richiedere dotazioni adeguate di capitale, liquidità e Mrel a livello di controllata». Inoltre, ha continuato, i piani di risanamento e risoluzione «potrebbero essere impiegati per assicurare che le perdite siano adeguatamente distribuite all’interno del gruppo». Un altro obiettivo prioritario della vigilanza della Bce è «assicurare che le banche escano dalla pandemia in buona salute».

Gestire il rischio

Al centro dell’attenzione resta «l’adeguatezza delle prassi di gestione del rischio delle banche», mentre diventa «più intenso il monitoraggio delle esposizioni verso settori vulnerabili». Si prosegue con le verifiche sulla leveraged finance dato il «peggioramento delle prospettive macroeconomiche e il rischio che l’uscita disordinata dal contesto di bassi tassi di interesse si possa ripercuotere sui prenditori fortemente indebitati», ha spiegato.

Ferma intenzione della vigilanza europea è «affrontare i rischi emergenti»: quelli legati alla transizione ecologica assumeranno «sempre maggiore rilievo poiché gli obiettivi di zero emissioni nette e indipendenza energetica sono interconnessi», mentre quelli cibernetico e informatico sono «accentuati a causa del conflitto russo-ucraino». Un altro rischio da affrontare è quello di controparte (ad es. nei confronti di intermediari non bancari) «più elevato a causa della volatilità dei mercati finanziari e del rischio di un’uscita disordinata dal contesto di bassi tassi d’interesse». 

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