Il valore del Gruppo Illy è calcolabile in un minimo di 350 milioni di euro e in uno massimo più realistico di 554 milioni.
Questo il “range di assoluta prudenza” cui è giunto qualche giorno fa il commercialista Simone Cavalli chiamato a individuare il valore del gruppo del caffè, incaricato da Anna Illy, dai fratelli Andrea e Riccardo e dalla figlia di quest’ultimo Daria subito dopo la nascita della loro nuovo holding denominata Raa (acronimo delle tre iniziali dei nomi: Riccardo, Anna ed Andrea).
La società, scrive Milano Finanza, è stata costituita a Milano qualche giorno fa sotto forma di srl contestualmente all’uscita dal capitale di Gruppo Illy, la precedente cassaforte che riuniva tutti i rami della famiglia, del fratello Francesco con il suo 20,7%.
La newco vede le quote ripartite al 33,3% cadauno fra Anna e i due fratelli e, partita con un capitale di 12mila euro, è stata subito ricapitalizzata a 102mila euro con un sovrapprezzo di 60mila euro dagli azionisti conferendo i loro titoli nella Gruppo Illy, pari per ciascuno al 17,5% con la quota di Riccardo detenuta in usufrutto mentre la nuda proprietà è della figlia.
Raa è stata poi trasformata da srl in spa e il valore dei conferimenti è stato asseverato dalla perizia di Cavalli, effettuata usando il metodo patrimoniale semplice, che ha preso in esame la situazione patrimoniale di Gruppo Illy allo scorso settembre e delle due principali controllate, l’80% di Illycaffè e il 100% di Polo del Gusto.
Da qui l’individuazione del range di valutazione, largamente superiore ai valori di conferimento degli asset, pari al 52,5% complessivo di Gruppo Illy.
C’è da osservare che Francesco Illy ha venduto la sua quota per 150,2 milioni, di cui 100 in denaro e il resto rappresentante circa il 100% dell’azienda vinicola Mastrojanni, e ciò porterebbe a valutare il 100% di Gruppo Illy in oltre 750 milioni, quindi ben oltre il range prudenziale della citata perizia.
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